venerdì 20 febbraio 2026

Peppino di Capri, cose turche

 di FRANCESCO TRONCARELLI 

Melankoli ne güzelsin, 

Malinconia  quanto sei bella

Rüzgarda, yağmurda, gel bana,

nel vento, nella pioggia, vieni da me 

Dinle aşkı, bu şarkıda 

ascolta l'amore in questa canzone 

 

La carriera di Peppino di Capri è una fonte ineusaribile di ricordi, aneddoti e storie che accompagnano la sua stessa esistenza sino ai limiti della leggenda.

In 65 anni di attività migliaia di incontri e situazioni hanno fatto da cornice a una vita dedicata alla musica ed hanno contribuito a fare dell'artista napoletano, un mito per intere generazioni.

La giacca di lamè per esempio, ammirata dal pubblico per la sua originalità è un segno inconfondibile del suo look al pari degli occhiali con la montatura spessa e il ciuffo di capelli a banana.

E a proposito di aneddoti è noto che quella giacca creata per lui sparì dalla sedia su cui l'aveva poggiata per firmare degli autografi dopo un concerto coi suoi Rockers a Maranello.

Ce ne sono però altri di episodi curiosi, avvenimenti che nessuno conosce e mai portati alla luce o magari dimenticati nel cassetto dei ricordi, che anche a distanza di anni  fanno un certo scalpore e suscitano interesse. 

Quello che andiamo a raccontare è veramente singolare e per certi versi sembra incredibile. Incredibile ma vero, come quella famosa rubrica della Settimana Enigmistica. 

Si svolse in Turchia, un paese dove negli anni Sessanta Peppino era sulla cresta dell'onda come confermano alcuni libri del Premio Nobel per la Letteratura Orhan Pamuk.

 

Nelle storie descritte nei suoi romanzi, sono citate infatti canzoni come "Roberta" e "Melancolie" (e questa è di per sè già una chicca) che erano diffuse dalla Radio nazionale e selezionate nei juke box. 

In particolare "Melancolie", il successo degli austriaci Bambis rilanciato da Peppino nella cover firmata da Mario Cenci, nella versione turca ebbe un successo enorme, con centinaia di migliaia di dischi venduti.  

E così, ingaggiato per un concerto da tenere a Smirne, terza città turca per importanza dopo Instambul e Ankara, per un'associazione studetesca, si ritrovò suo malgrado e senza colpa alcuna, al Commissariato, finendo addirittura in prima pagina sul Giornale. Cose turche.

La foto che lo ritrae davanti al dirigente della polizia e l'interprete, senza occhiali e incredulo è emblematica di una situazione piu da film che reale. Il maresciallo coi baffoni sullo sfondo sembra preso direttamente da quelle pellicole in bianco e nero degli anni Sessanta tipo "Accadde al Commissariato" con Alberto Sordi. Qui però con Peppino nostro.  

Ma cosa era successo? Ce lo racconta la "Aksam Gazetesi" del 6 marzo 1964, giornale della sera con i suoi caratteristici fogli verdini,  che titola lo scoop "Peppino di Capri karakolluk oldu - Peppino di Capri è finito alla polizia" e poi come didascalia della foto scrive:

"Il cantante italiano Peppino di Capri è finito alla stazione di polizia dopo alcuni disordini scoppiati a causa della breve durata del concerto che aveva tenuto a Izmir (Smirne n.d.r) a favore di un’associazione studentesca. Nella foto si vede il famoso cantante alla stazione di polizia".

Segue il sommario: "Izmir, alcuni spettatori che hanno trovato il concerto troppo breve hanno causato disordini. L’organizzatore sarà denunciato."

Poi dopo questi titoli che oggi si definirebbero "acchiappalike" si entra nel dettaglio e si capisce come Peppino fosse estraneo a qualsiasi situazione furbesca o quanto meno penalizzante per il pubblico e nella quale era rimasto invischiato.  

"Il famoso cantante jazz italiano Peppino di Capri, che la sera precedente aveva interrotto il suo concerto al Kulüp Sineması ed era stato fischiato, ha dichiarato alla polizia di essere innocente e di essere vittima dell’organizzatore. Alcuni studenti, sostenendo che il concerto di Peppino fosse durato troppo poco, hanno creato confusione nella sala e hanno riferito l’accaduto alla polizia.

"Di Capri ha dichiarato:“In Italia non ho mai fatto niente del genere nemmeno per un’associazione benefica, ma l’ho fatto per giovani turchi. Non ero a conoscenza dei soldi. L’organizzatore ha organizzato tutto senza informarmi e mi ha ‘affittato’ agli studenti. Sono rimasto molto sorpreso quando l’ho scoperto. Dopo aver cantato per mezzora, l’organizzatore mi ha mandato a dire che la serata era finita.

”L’Associazione Studentesca Accademica ha riconosciuto l’innocenza del cantante italiano e si è scusata con lui per l’accaduto. Gli studenti hanno annunciato che presenteranno una denuncia contro l’organizzatore Ali Ulutunur".

Insomma Peppino doveva tenere con i suoi Rockers un concerto benefico per gli studenti, che a sua volta avevano pagato bei bigliettoni della lira turca e che, da suoi fan sfegatati, volevano che il recital durasse...all'infinito.

Di qui i mugugni, le proteste e l'arrivo della polizia per placare gli animi nella sala del Cinema Kulup che poteva ospitare migliaia di spettatori. 

Insomma Peppino di Capri nel marzo del 64 finiva in Commissariato a Smirne perchè era talmente popolare coi suoi brani che dal Twist a Saint Tropez spaziavano ai lenti alla "Roberta", che tutti volevano non smettesse mai di cantare. Come adesso.

E allora riascoltiamolo nel brano che in quei giorni aveva conquistato i giovani di Smirne, un brano meraviglioso e ancora di più suggestivo nella lingua turca.

Ringrazio gli amici turchi di X (twitter) Sergey Skoda e Aysemar Eser per la collaborazione.

Nessun commento:

Posta un commento

Peppino di Capri, cose turche

 di FRANCESCO TRONCARELLI  Melankoli ne güzelsin,   Malinconia  quanto sei bella Rüzgarda, yağmurda, gel bana, nel vento, nella pioggia, vie...