sabato 18 aprile 2026

Lazio, vedi Napoli e poi vinci. Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI

7 e mezzo a Basic Instinct - Una grande Lazio, messa bene in campo e tatticamente perfetta, ha espugnato con merito il Maradona liquidando il Napoli con due gol. E potevano essere di più, a conferma di un dominio in lungo e in largo assoluto. Copertina al chierichetto che studia da monsignore, e non perchè sia stato il migliore, anzi, ma perchè con la sua rete ha dato la certezza ai compagni e alla gente laziale che questa era la volta buona per portare a casa i tre punti. 

7 e mezzo a Rosanna Cancellieri - Incredibile ma vero, il giocatore più criticato per le occasioni sciupate in serie, ha finalmente dimostrato di avere il fiuto del gol. Ecco,magari dovrebbe farlo più spesso, ma nel sabato del trionfo in terra campana, è fuor di luogo polemizzare ma conveniente applaudire. 

7 e mezzo a Liz Taylor - Ogni partita che intrpreta la fa da attore protagonista. Ha preso tutto dalla zia, a cominciare dal carisma. 

7 e mezzo a Pighin-Sanguin-Noslin - Quando je se accende la lampadina dell'abat jour che c'ha in testa, illumina il campo come una luna piena. Grande.

7 e mezzo a Gila il mondo gila (Jimmy Fontana, Cantagiro 1965) - Monumentale. E se continua così je fanno un Busto al Gianicolo con gli eroi della Repubblica Romana. Quella biancoceleste s'intende. 

7 a viale dei Romagnoli, 13 Ostia - Si è rifatto ampiamente dopo le clamorose sviste delle puntate precedenti. L'unica nota positiva proveniente dal Lido di questi tempi di sequestri di cabine e chiusure di stabilimenti.

6 e mezzo a Massimo Di Cataldi - Dal compitino al tema per l'esame: sono diventato grande, svolgimento, do tutto per questa maglia e non mi tiro indietro. 

6 e mezzo a senti che musica coi Tavares - È come Giano bifronte, ha due facce. In attacco gliela ammolla, in difesa li molla. Ma quando parte non lo ferma più nessuno. 

6+ a Prostamol - L'asso di bastoni. Mena e porta a casa i punti.

6+ a Patric del Grande fratello - da Playboy a playstation, ma sempre play.

6+ a Buondì Motta - C'ha preso gusto. E se il Buondì si vede dal mattino figurarsi nel tardo pomeriggio. Daje.

6 a TeleBashiru sul canale 44 del digitale terrestre - Ha fatto suo il motto della Marina regia di Franceschiello: facite ammuina.

6 a Dio perdona pure Dia - È entrato per fare numero. Come Rossi nella giuria di Canzonissima. 

6 a Lazzari alzati e cammina - È partito in quarta è finito in folle. Come Vittorio Sgarbi.

5- - a Benigno Zaccagnini - Galeotto fu il rigore e chi glielo ha fatto tirare con tanto di scivolata successiva a porta vuota. Sipario.

mercoledì 15 aprile 2026

Titanic, ecco il video dell'epoca

 di FRANCESCO TRONCARELLI

Tutti conoscono la vicenda del Titanic resa famosa grazie all'omonimo film di James Cameron vincitore di 11 premi Oscar ed interpretato da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet.

Le immagini di quel transaltantico britannico ricostruito in studio durante il viaggio inaugurale e il drammatico naufragio, sono impresse nella memoria collettiva al pari della vicenda amorosa fra i due protagonisti della pellicola e alla struggente colonna sonora.

C'è però un filmato originale dell'epoca, girato nei giorni che precedettero il varo e poi la partenza, ovvero 10 aprile 1912, che mostra veramente questa famosa nave da crociera entrata suo malgrado nella storia. 

Un video davvero raro che "racconta" il Titanic prima dell'affondamento, quando tutto sembrava bello e da vivere con entusiasmo e per questo, oltre che per far riflettere, merita di essere conservato negli annali della storia. 

E' un documento eccezionale anche se le riprese non sono perfette e, ovviamente, in linea con quelle a cui siamo abituati oggi. I primi fotogrammi mostrano la maestosa imbarcazione che si prepara a lasciare l'Ormeggio 44 di Southampton nel Regno Unito, con destinazione New York.

C'è l'imbarco dei passeggeri, la folla festante sul molo, poi le passeggiate in coperta, i marinai sulla tolda, la navigazione in mare aperto.

Sono momenti reali di vera serenità che si susseguono uno dopo l'altro, quando nulla faceva presagire il dramma che si sarebbe consumato.

E c'è persino il capitano, il barbuto Edward John Smith al suo ultimo viaggio prima del pensionamento, che rimasto al suo posto come ogni Comandante che si rispetti quando iniziò la tragedia, perì poi nel naufragio.

E' una visione che ci proietta in un'atmosfera quasi irreale, rarefatta, dove il bianco e nero sembra preannunciare la tragedia di quello che sta per accadere. 

Una situazione incredibile nella sua semplicità, che racconta per davvero quello che accadeva sul Titanic. E' insomma un video che fa viaggiare l'immaginazione e regala emozioni.     

Ed è comunque un documento che resterà per sempre, al contrario del relitto affondato nell'Oceano che sta scomparendo e molto presto non esisterà più. Nè per il momento è visibile.

La escursione subacquea che per la "modica" cifra di 125 mila dollari a persona che dava la possibilità di un incontro ravvicinato col relitto, dopo la drammatica vicenda del sottomarino Titan imploso nel 2023 è stata sospesa.

lunedì 13 aprile 2026

La Lazio affonda. Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI 

6 a Ratkiller - Una Lazio spenta, senza un minimo di orgoglio e fiducia dei propri, scarsi, mezzi ha perso con una Fiorentina più debole e messa peggio di lei. Ci hanno fatti viola senza colpo ferire, al di là del rigore non dato, perché tranne negli ultimi minuti, non c'è stata mai una manovra di gioco degna di questo nome. Copertina d'obbligo nella disfatta al lungaccione serbo che lo Scrivano fiorentino non vede ma che ha buttato dentro e che ha spiccato il volo per un gran colpo di testa. Come dire, non sarò sto fenomeno ma almeno tiro. 

6 a Pighin-Sanguin-Noslin - Entra e trova il rigore, ma l'arbitro non lo vede. Sic.

6- a Buondì Motta - Incolpevole sul gol. Ma poi si è addormentato perchè i fiorentini non hanno più tirato.

5 e mezzo a Liz Taylor - Si è adattato all'andazzo generale. Finiti i tempi di Hollywood sul Tevere dell'epoca di sua zia.

5 e mezzo Viale dei Romagnoli, 13 Ostia e Prostamol - Franco e Ciccio. Ale e Franz, Cochi e Renato, Pio e Amedeo. Dio li fa e poi lo accoppia. Attenti a quei due. Difendono se stessi dal naufragio ma alla fine dei giochi si perde lo stesso.

5 a Pedro Pedro Pedro Pè - Si è involuto. Ma c'ha pure na certa ed è comprensibile. gli incomprensibili sono gli altri.

5 a Lisasken dagli occhi blu - senza le trecce lo stesso non sei tu. Amen.

5 a Patric del Grande fratello - da Playboy a playstation passando per play. 

5- a Rosanna Cancellieri - Tutto fumo e niente arrosto. Avete presente Massimo Giletti?

5- a Dio perdona pure Dia - Inutile. Come il programma di Gigi Marzullo.

5- a Benigno Zaccagnini - È partito in quarta (gran tiro al 3minuto) è finito in folle come un Vittorio Sgarbi qualsiasi.

5- a Basic Instinct - Finito da tempo il magic moment è rimasto solo il moment da prendere a dosi massiccie per farsi passare il mal di resta vedendolo giocare.

5- a senti che musica coi Tavares - Non è mai partito. La freccia biancazzurra è rimasta alla stazione. Ma sul binario morto.

5- - a Lazzari alzati e cammina - Non è certo il responsabile della sconfitta, mà e anche vero che il gassista che di testa l'ha buttato dentro, lo ha sovrastato che è na bellezza. Come Cecchetto a Riccardo Rossi a Canzonissima. Lo sconforto comunque è totale sperando che questo calmpionato finisca il più presto possibile. Non se ne può più. Sipario. 

sabato 4 aprile 2026

Lazio nell'uovo c'è Noslin. Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI

6 e mezzo a Pighin-Sanguin-Noslin - Partite brutte se ne sono viste, ma questa col Parma è stata a lungo inguardabile. Con un primo tempo letteralmente regalato agli avversari nonostante non fossero st'ira di Dio. I Sarri boys sembravano spenti, abulici, senza un minimo di animus pugnandi. Solo quando nel finale lo Scrivano fiorentino ha cambiato le carte in tavola si è visto qualcosina di buono. Il minimo sindacale per permettere all'Abat jour dal volto umano di indovinare un tiro deviato nella porta di Suzuki. E far tirare un sospiro di sollievo alla gente laziale che non voleva passare una Pasqua amara.

6+ a Buondì Motta - Ha evitato il raddoppio sulla bomba di Valeri.

6 a Prostamol - È rimasto coinvolto anche lui nel naufragio menefreghista generale. Sembrava che remasse contro l'andazzo, povero.

6 a Lazzari alzati e cammina - un pò di vivacità l'ha portata quando è entrato in campo. Ma era il minimo co sti zoombi.

6- a Massimo Di Cataldi - rientrato dopo tanto tempo ha faticato a carburare, ma il fatto e che da solo non può fare miracoli. Dal manuale di Suor Germana, quando avete bisogno di aiuto, pregate Padre Pio. Hai visto mai...

6- a Liz Taylor - a forza di dirgli che è bravo lo hanno intimorito. Cioè sembrava avesse paura di se stesso. Come Vittorio Sgarbi quando lo hanno intervistato dopo la malattia, Poi si è svegliato.

5+ a Pedro Pedro Pedro Pè - No comment per rispetto al campuone che è stato.

5 a Lisasken dagli occhi blu - senza le trecce lo stesso non sei tu. Di solito parte in quarta e poi finisce in folle. Stavolta ha abbreviato i tempi ed è finito in folle subito. Come Teo Mammucari da Zia Mara.

5 a senti che musica coi Tavares - La freccia biancazzurra con destinazione Parma non è mai partita. Èrimasto sul binario morto.

5- a Tele Bashiru sul canale 44 del digitale terrestre - Il segnale non è ha finzionato e non si è visto nessun programma. 

5- a Rosanna Cancellieri e Dio perdona pure Dia - Come Ale e Franz, non fanno ridere. Solo piangere.

5- a Somarusic - Nè carne nè pesce. Nè.

5- - a Di padre in figlio nonno compreso - Lo abbiamo detto, se si chiamasse di cognome Mal potrebbe andare a cantare col papà di Furia al Festivalbar e non giocare a pallone. Ma Nelson Maldini sfrutta il cognome originale e te lo ritrovi a guidare l'attacco senza che faccia un tiro in porta. Boh.

5- - a Viale dei Romagnoli, 13 Ostia - Non è tanto perchè il gol cel'ha sulla coscienza (fermo sul colpo di testa del parmigiano e letteralmente scansatosi quando Del Prato ha tirato e segnato) quanto che è da tempo che perde colpi come Diaco con lo share. Forse ha la testa in Arabia, forse è arrivato, chissà chi lo sa avrebbe detto il Febo Conti della Tv dei Ragazzi di una volta. Certo è che così non è piu una certezza ma un'incognita come la Mussolini al Grande Fratello Vip. Sipario.

mercoledì 25 marzo 2026

Auguri Mina, sei grande grande grande

 di FRANCESCO TRONCARELLI

Unica. Come si può definire la più grande cantante italiana di sempre se non unica? Mina è unica perché è Mina, la più brava, la più carismatica, la più popolare di tutte anche se sono anni che non si vede più in giro. Unica per la voce strepitosa che ha, capace di far suonare le parole e far parlare le note, una voce inconfondibile per timbro ed estensione che dal fa basso arriva sino al do sovracuto del pentagramma, che è quello del soprano.

Unica per la capacità di dominare la scena senza bisogno di tanti fronzoli o scenografie galattiche e per il coraggio di essersi ritirata dalla ribalta nel pieno del successo (l’ultima esibizione alla “Bussola” di Viareggio nel ’78) rinunciando ad una carriera internazionale e ad una marea di soldi.

Unica per i brani che ha cantato e che sono entrati nella storia della nostra musica. E anche oggi che compie 86 anni, rimane unica per la sua decisione di vivere questa ricorrenza coi suoi affetti più cari, nel buon retiro di Lugano, senza concessioni di sorta al circo mediatico che si mobilita per questi eventi.

Del resto lei ha già dato al gossip con le migliaia di servizi e copertine dei periodici specializzati (solo “Sorrisi e Canzoni” gliene ha dedicate 91) e non che hanno accompagnato ogni suo passo dagli esordi e scandagliato la sua vita privata (dalla storia con Corrado Pani, attore sposato, che le costò l’ostracismo Rai alle foto rubate durante lo shopping con l’attuale marito il chirurgo Quaini), vivendo così sulla sua pelle il lato negativo del divismo.


Ma Mina ha sempre avuto le spalle larghe ed è riuscita negli anni ad imporsi e farsi apprezzare per le sue qualità, continuando a vivere sotto i riflettori la sua vita senza falsi moralismi come donna, artista ma anche madre premurosa. Una condizione particolare a cui si è aggiunto il ruolo di manager di sé stessa che si è ritagliata nel tempo con l’ausilio del figlio Massimiliano e che la vede impegnata nell’ascoltare gli oltre 3mila provini di autori che riceve ogni anno per trovare il pezzo giusto da incidere.

Da urlatrice con Celentano, Joe Sentieri e Tony Dallara a signora della canzone in solitaria. Una carriera straordinaria che l’ha vista protagonista assoluta dei sabato sera della Tv (Studio Uno, Canzonissima, Senza rete, Teatro 10, Milleluci) con duetti e sketch coi nomi più importanti dello spettacolo come quello entrato nella storia con Lucio Battisti e a lungo dominatrice della Hit parade.

Un’icona della femminilità con quel suo look tipico nel trucco e nell’abbigliamento (la prima ad esibirsi negli spettacoli televisivi in miniabiti), che dava ulteriore risalto ad un fisico statuario che faceva sognare a colori anche se la televisione era in bianco e nero.

Cremonese doc (“la tigre di Cremona” secondo la famosa definizione di Natalia Aspesi), nata per caso a Busto Arsizio e registrata come Mina Anna Maria Mazzini, ha cominciato per caso. Mentre era in vacanza a Forte dei Marmi con la famiglia nell’estate del ‘58, fu invitata dagli amici a salire sul palco della “Bussola” di Focette dove in quel periodo si esibiva l’orchestra di Don Marino Barreto jr. Applausi e incoraggiamenti. 

A quella prima volta, segue il debutto ufficiale nelle balere della zona dove si fa conoscere per la sua grinta col nome d’arte Baby Gate, prima di scegliere definitivamente il nome Mina con cui all’inizio del 1960, scala subito le classifiche con la scanzonata e travolgente “Tintarella di Luna”.

E’ l’inizio di un successo che non si è più interrotto (150milioni di dischi venduti nel mondo), con decine e decine di canzoni fra le migliaia che ha inciso, che hanno fatto epoca e che fanno parte della memoria collettiva del paese, brani come “Le mille bolle blu”, “Il cielo in una stanza”, “E’ l’uomo per me”, “Un anno d’amore”.

Ancora “Città vuota”, “Se telefonando”,”Vorrei che fosse amore”, “Sono come tu mi vuoi”, “Non credere”, “Insieme”, “Amor mio”,”Parole, parole, parole” “Grande, grande, grande”, “L’importante è finire”, “Volami nel cuore”, “Brivido felino”.

Canzoni fra le più amate di un repertorio sterminato in cui sono entrati anche pezzi lanciati da altri artisti ma che rischiavano di cadere nel dimenticatoio o di non raccogliere il giusto riconoscimento, se lei non le avesse riprese. 

E il caso per esempio di “E se domani” passata inosservata in un Sanremo nella duplice esecuzione di Gene Pitney e Fausto Cigliano e con lei diventata un punto fermo della musica italiana o “Breve amore” colonna sonora di “Fumo di Londra” di Alberto Sordi che riproposta con la sua voce, ha oscurato l’originaria interprete Julie Rogers.

Perché la sua voce è unica come dicevamo, l’ha fatta diventare a ragione un mito e a 85 anni ha mantenuto lo smalto di una volta come gli album che sforna puntualmente ogni anno confermano. Sì perché la Tigre alla bella età che ha raggiunto, continua a ruggire facendo il suo mestiere con passione e piacere

Si tiene infatti aggiornata sulle novità del panorama musicale, senza perdere l’occasione di collaborare con artisti più giovani per togliersi qualche sfizio, come dimostra il duetto con Blanco in uscita prossimamente e di cui tutti parlano.

Ecco perché Mina è unica, è sempre lei, la più brava di tutte. Perché è Mina, sempre Mina, fortissimamente Mina. Auguri Minissima!


martedì 24 marzo 2026

Addio Gino Paoli

 di FRANCESCO TRONCARELLI

"Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall'affetto dei suoi cari", con questa breve nota, la famiglia Paoli ha annunciato la scomparsa del proprio congiunto, chiedendo al contempo la massima riservtezza.

L'artista è morto nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata, aveva 91 essendo nato a Monfalcone il 23 settembre 1934. La notizia della sua morte è stata subito rilanciata da tutti i media ed è rimbalzata immediatamente sui social. E non poteva essere diversamente perchè l'artista è stato un maestro della canzone d'autore italiana.

Gino Paoli infatti è stato un artista chiave della nostra scena musicale, un personaggio dalla vicenda esistenziale tormentata e intensissima che ha dato un contributo decisivo all'evoluzione della canzone, sia come melodia che come testi.

Introverso, individualista, dal carattere spigoloso, ha anticipato le caratteristiche della figura del cantautore come poi si sarebbe conosciuta negli anni Setanta inventando di fatto una figura artistica. Ha scritto e interpretato oltre 200  canzoni alcune delle quali, sono fra le più belle e conociute del nostro pop.

"Senza fine", "Il cielo in una stanza", "Sapore di sale", "Che cosa c'è", "La gatta", "Una lunga storia d'amore", titoli sufficienti a far rimanere ben impressi nella memoria collettiva il suo nome e la sua musica.

Nato a Monfalcone, sin da bambino ha vissuto a Genova, la sua vera città. Il percorso che lo ha portato al successo è quello classico degli artisti anticonformisti degli anni Cinquanta, ovvero studente svogliato, appassionato di pittura e di jazz, che ai libri preferiva una vita boheme fatta di pochi soldi e notti infinite.

Da trascorrere ovviamente con gli amici, i vari Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Giorgio Calabrese, i fratelli Reverberi, come dire i fondatori della cosidetta "Scuola Genovese" che, nutrendosi delle canzoni dei grandi di Francia ossia Brassens e Jacques Brel, ha di fatto fondato la canzone d'autore italiana.

È proprio Gianfranco Reverberi ad aprirgli la strada per Milano, dove entra in contatto con l'industria discografica ma anche con  Giorgio Gaber e Mina che incide il suo "Il cielo in una stanza", ottenendo un grande successo.

Un successo bissato da un altro brano, "Senza fine", interpretata da Ornella Vanoni, che all'epoca era ancora "la cantante della mala" e che vivrà con lui una lunga relazione. Il brano ha fatto il giro del mondo ed ha segnato l'inizio di un sodalizio durata tutta la vita celebrato qualche decennio più tardi quando, dopo un lungo periodo di crisi, Gino e Ornella fecero una tournée insieme ottenendo un successo strepitoso.

Negli anni '60, quando l'Italia andava a 45 giri, venne pubblicato un brano simbolo di quella stagione irripetibile del costume, il suo "Sapore di sale", arrangiato da Ennio Morricone con il celebre assolo di sax di Gato Barbieri da brividi. 

Uomo tormentato, già sposato, vive in quel periodo una storia d'amore travolgente con Stefania Sandrelli, allora adolescente, una relazione dalla quale nacque Amanda. Poi l'11 luglio 1963 un gesto ancora oggi dai contorni misteriosi. Il tentativo di suicidio sparandosi all'altezza del cuore. Con il proiettile però che non colpisce zone vitali e resta conficcato nella zona del pericardio, da dove non è mai stato estratto.

Nella seconda metà dei "favolosi Sessanta" con il boom di canzoni allegre e spensierate in linea con la voglia di vivere di un Paese proiettato verso il futuro, inizia un lungo periodo di crisi umana e professionale segnato anche da alcol e droga, che culmina in un pauroso incidente stradale. 

Per il suo ritorno da protagonista bisogna attendere gli anni Ottanta quando prima incide un album tributo al suo amico Piero Ciampi, "Ha tutte le carte in regola" e poi nell'85, riconquista le classifiche con "Una lunga storia d'amore". Un brano bellissimo, avvolgente, emoziante. Alla Paoli.

L'anno dopo è la volta di "Ti lascio una canzone", altra hit indimenticabile e dal sapore antico, poi negli anni Novanta tutti cantano la sua "Quattro amici al bar". Nel corso della sua carriera Paoli ha interpretato canzoni di Joan Manuel Serrat e Charles Aznavour e ha avuto anche un'intensa attività come autore, firmando tra le tante "Come il sole all'improvviso" per Zucchero.

Nel 1987 venne eletto deputato nelle file del PCI, esperienza che non lo soddisferà e che non ebbe particolari momenti politici da ricordare. Negli ultimi anni della sua lunghissima carriera ha suonato insieme ad alcuni dei migliori jazzisti italiani.

In particolare con il bravissimo Danilo Rea, pianista di livello mondiale, ha portato avanti tournèe dal sold out assicurato. Personaggio schivo, poco incline alle concessioni mediatiche e alla mondanità, Gino Paoli resta uno dei personaggi più importanti e prestigiosi della Canzone italiana.

E' stato un gigante della Musica leggera che ha elevato a livelli altissimi con la sua produzione e un autore di brani che fanno parte della storia del nostro Paese e che lo hanno reso immortale. 

Con un grande mazzo di rose rosse aveva salutato solo quattro mesi fa la sua musa Ornella Vanoni, ora l'ha raggiunta. Per sempre.



domenica 22 marzo 2026

La Lazio vola! Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI

8 e mezzo a Liz Taylor - Non c'è due senza tre. La Lazio dopo il Sassuolo e il Milan batte anche il Bologna. 9 punti in tre partite, una cosa impensabile fino a poco tempo fa, ma tant è. È stata una partita a lungo giocata a centrocampo, tattica e a tratti noiosa, poi i Sarri boys hanno preso le misure e sono usciti fuori alla grande. Due gol, uno di destro e uno di sinistro, firmati dal giocatore piu in forma e che pur essendo arrivato per ultimo è riuscito a calarsi nella parte con autorità e classe. L'olandese volante fa volare la Lazio. Bravo bravo bravo.

7 e mezzo a Motta la tradizione del panettone - Tre partite e già un Lato b notevole (incrocio dei pali con lui scavalcato) e un rigore parato magnificamente: Buondì Motta! 

7 a Patric del Grande fratello - lo Scrivano fiorentino lo ha trasformato in play. Era un playboy è diventato una playstation in mezzo al campo.

6 e mezzo a Dio perdona  pure Dia - un assist al bacio per il raddoppio. E vai, avesse trovato la sua strada. 

6 e mezzo a viale dei Romagnoli, 13 Ostia e Prostamol - Dove non arriva uno c'è l'altro. Quando balla uno balla anche l'altro. Insieme una certezza quando dice bene. Speriamo sempre.

6+ a Somarusic - È partito in quarta è finito in folle. Come Vittorio Sgarbi.

6 a Pedro Pedro Pedro Pè - il  meglio di Santa Fè e Trigoria fa 200 presenze con l'Aquila sul petto. E questo è comunque un record da evidenziare e applaudire a prescindere dalla prestazione. È un campione che all'Aquila ha dato tanto. E darà il suo apporto sino all'ultima giornata.

6 a Pighin-Sanguin-Noslin - Come porta fortuna funziona assai. Per il resto bisogna aspettare che si accenda la lampadina della abat jour che c ha sulla capoccia.

5 e mezzo a Lisasken dagli occhi blu - senza le trecce lo stesso non sei tu. Come dire, nun te po' di sempre bene. Vedi Fedez che a Sanremo ha fatto il botto.

5 a di padre in figlio nonno compreso - Nelson Maldini è come Leo Gassman, gioca per il cognome che porta. Come Gassman, che se se chiamava Leo Gas manco alla Sagra del carciofo de Ladispoli cantava. Amen.

5 a Rosanna Cancellieri - Come disse Cristian De Sica in Vacanze di natale, lasciam perdere.

5 a senti che musica coi Tavares - La freccia biancazzurra non è mai partita ma è rimasta sul binario morto. Specialmente quando c'era da difendersi.

5- a Tele Bashiru sul canale 44 del digitale terrestre - Un assist harakiri a Fidel Castro che ha provocato il rigore. Un errore che manco Martufello avrebbe fatto. Roba da Bagaglino insomma. Se lo riaprono ha un futuro come comico. Sipario.



Lazio, vedi Napoli e poi vinci. Le Pagelliadi

  di FRANCESCO TRONCARELLI 7 e mezzo a Basic Instinct - Una grande Lazio, messa bene in campo e tatticamente perfetta, ha espugnato con mer...