venerdì 31 luglio 2026

Stefania Rotolo, indimenticabile

di FRANCESCO TRONCARELLI

La notizia arrivò come un fulmine a ciel sereno, nessuno sapeva della malattia che l'aveva aggredita, nè nulla era filtrato dalla clinica dove era ricoverata e dove si stava consumando con dignità e nella riservatezza.

Era il 31 luglio di quarantacinque anni fa, e l'Italia si stava imbarcando nelle ferie, tra caldo africano in arrivo,  l'anticiclone delle Azzorre che faceva le bizze mentre il capo del Governo Spadolini si apprestava a  pronunciare un discorso sull'economia del Paese alla Camera. 

Fu Renato Zero a farsi portavoce dei familiari e comunicare che "Stefania non c'era più, aveva finito di soffrire ed era volata in cielo".  Lui la conosceva bene, erano stati insieme nei Collettoni di Rita Pavone e le era rimasto amico col passare degli anni.

Da quella esperienza poi la Rotolo era decollata, diventando una showgirl della nuova generazione fra le più brave, sicuramente moderna e innovativa e uno dei personaggi dello spettacolo più amati dai giovani per le sue conduzioni al passo coi tempi e il suo modo di ballare travolgente.

A indirizzarla al ballo era stata la madre, una danzatrice austriaca giunta in Italia per entrare nel corpo di ballo delle famose Bluebelles, che si esibiva negli show di Erminio Macario. A 17 anni era in tv con Renato Zero e la Bertè ed altri teen agers che sapevano ballare, per partecipare allo spettacolo di Pel di carota.

Stefania Rotolo e la figlia Federica

Qualche anno dopo fu notata da Franco Estil al Piper che le propose di unirsi alla sua compagnia di danza per un tour in Messico. La permanenza in America latina avrebbe dovuto limitarsi a qualche mese ma non fu così.

Innamoratasi del sassofonista brasiliano Tyrone Harris da cui ha avuto la figlia Federica, la Rotolo decise di seguirlo e di convivere con lui a Rio de Janeiro. Nella metropoli carioca ebbe modo di perfezionare le sue doti di ballerina presso la nota escola de samba di João Gilberto. 

Tornata in Italia Stefania fu ingaggiata come attrazione nel Cantagiro poi prese parte come ballerina, alla commedia musicale Felicibumta di Garinei e Giovannini con Gino Bramieri. 

Il suo nome girava nell'ambiente insomma ed era molto richiesto, tanto da esssere chiamata nel 74 a far parte del cast del film La mafia mi fa un baffo di Riccardo Garrone con Renato Cecilia. Il suo debutto televisivo avvenne di lì a poco, duettando niente meno con Charles Aznavour in un suo recital.

Stefania si era intanto legata sentimentalmente a Marcello Mancini, giornalista e autore televisivo, al quale era stata affidata da parte della Rai, l'ideazione di un nuovo programma mirato ai gusti di un pubblico giovane, praticamente ignorato dai palinsesti. Una trasmissione innovativa dove lei avrebbe recitato un ruolo importante.

In quella tv in bianco e nero che stava per diventare a colori, Rotolo con la sua grinta e la sua simpatia, dà così il meglio di sè alla conduzione di alcuni programmi destinati ad un target giovanile destinati a segnare il costume e fare tendenza. 

Sammy Barbot e la "ragazza uragano" a Piccolo Slam

Il primo di questi è Piccolo Slam, in onda sulla Rete Uno (l'attuale Rai 1) nel 1977, programma dedicato alle novità discografiche. Stefania Rotolo è affiancata da Sammy Barbot, ballerino, cantante e dj di origine caraibica. 

Il varietà-contenitore musicale preserale era ambientato in uno studio televisivo che riproduceva la pista di una discoteca, in cui i ragazzi ballavano a ritmo della disco music, fenomeno musicale che esplose in tutto il mondo proprio in quegli anni.

I due formano una coppia perfetta in questo format che era la fotografia di una generazione, Stefania e Sammy bucano lo schermo e fanno impazzire la meglio gioventù delle discoteche che li aspetta davanti al piccolo schermo per vivere una serata diversa. 

Un successo enorme, le dodici puntate inizialmente previste vengono raddoppiate e ne viene garantita una seconda stagione. Gli artisti fanno la fila per andarci e presentare i loro nuovi brani, mentre la pista ribolle con le coreografie di Franco Miseria.

La sigla della seconda edizione dal titolo Go!!!, un pezzo frizzante come la Rotolo, vincerà il Telegatto come Migliore Sigla Tv, e il Premio Popolarità di Radio Monte Carlo. Per il pubblico che la applaude e la segue con interesse è la "Ragazza uragano", quella che con la sua verve e i suoi balletti travolge tutti.

Rotolo in azione con Truciolo

Viene poi ingaggiata in autunno da Enzo Trapani per il suo varietà Non stop, fucina di nuovi talenti comici come Verdone e la Smorfia guidata da Troisi; anche qui, come da consuetudine, interpreta la sigla, Spaccotutto e sarà un altro successo. 

Nel 1979 conduce un'altra trasmissione serale assieme al comico Gianfranco D'Angelo, Tilt, diretta dal regista Valerio Lazarov. Lo show, che si rivolge ad una fascia d'ascolto varia e trasversale, oltre alle usuali atmosfere dance per i giovani presenta effetti speciali nelle riprese all'avanguardia.

C'è anche uno spazio dedicato ai bambini, detto Baby music, dove Stefania balla sulle note delle sigle dei cartoni animati più in voga del periodo, in coppia con Enzo Paolo Turchi ed una giovanissima Claudia Vegliante.

Tra i brani originali lanciati nella trasmissione ha un notevole successo Marameo. La sigla finale del programma, Cocktail d'amore (composta da Cristiano Malgioglio, Corrado Castellari, Marcello Mancini.

Il brano eseguito e arrangiato dal maestro Paolo Ormi al piano, Achille Oliva al basso, Giancarlo De Matteis chitarra, Marco Pirisi batteria, diventerà la maggiore hit discografica della showgirl, ricevendo finalmente anche il plauso della critica. 

Stefania Rotolo al top

Stefania ora è all'apice del successo e della notorietà, la Rai realizza lo special Chroma-Key folies (dove sono replicati i migliori balletti di Stefania eseguiti all'interno di Tilt) che rappresenterà l'Italia al Festival Internazionale della Televisione di Montreux in Svizzera.

Mike Bongiorno la vuole a Canale 5 per la presentazione del Mundialito di Calcio, affidandole la sigla ufficiale dell'evento sportivo che propone un inedito balletto della protagonista registrato negli studi televisivi della neonata rete televisiva milanese. 

Gli anni 80 si annunciano come gli anni suoi, quelli della definitiva consacrazione che già la stampa popolare e i settimanali specializzati le hanno tributato, ma purtroppo non sarà così. 

Nonostante l'intervento chirurgico a cui si sottopone e un'illusoria ripresa, il tumore uterino che minava la sua salute si riaffaccia e se la porta via. Lei così solare e piena di vita, muore a soli 30 lasciando increduli i milioni di ragazzi che stavano crescendo con lei e tanti sogni nel cassetto per il loro domani.

«E adesso tu / sei di scena nel blu! / Quanto cielo ballerai... / Ora hai tutto l’immenso / per non smettere mai!/ E guardo su, Sei la stella che chiama di più”, canterà Renato Zero in "Ciao Stefania", il brano che le dedicherà dopo quella triste giornata del 31 luglio dell'81. 

In un mondo dello spettacolo pieno di dilettanti allo sbaraglio come l'attuale, si sente terribilmente la mancanza di una showgirl di razza come la dolce e scatenata Stefania Rotolo. Quella irresistibile Peter Pan del palcoscenico che regalava gioia ed entusiasmo al pubblico che ancora oggi la ricorda con affetto e nostalgia. Indimenticabile.

giovedì 30 luglio 2026

Paul Anka, 85 anni in musica

 di FRANCESCO TRONCARELLI 

Il ciuffo ribelle non c'è più e i capelli si sono fatti radi, i completi da studente del college  sono stati da tempo sostituiti da smoking impeccabili, la voce in compenso è migliorata col passare del tempo e la grinta di chi vuole conquistare il mondo è rimasta immutata, come una volta.

Paul Anka compie 85 anni e li celebra a modo suo, cantando. Un concerto per chi lo segue che sarà trasmesso dal suo canale tv su Youtube e i suoi profili social e un video realizzato con i messaggi dei fan di tutto il mondo. 

E' considerato uno dei cantanti e compositori di maggior successo del XX secolo ed una leggenda della musica per talento e carisma.

Faceva parte di quell'onda di "teen idol" (Pat Boone, Gene Pitney e l'amico e rivale storico Neil Sedaka) che investì la musica americana sul finire degli anni '50 in contrasto con la contemporanea ascesa del rock and roll.

Nato a Ottawa da una coppia di emigrati libanesi e naturalizzato americano, ha scritto alcune canzoni che hanno fatto il giro del mondo rendendolo popolarissimo negli anni a cavallo dei '50 e '60. 

Brani leggendari come ad esempio Diana, Lonely Boy, Put your Head on My Shoulder, Puppy Love, You Are My Destiny, Crazy Love, My Home Town che lo hanno proiettato verso una una carriera strepitosa.

Una carriera che è proseguita anche nei decenni successivi  grazie alla composizione ed interpretazione di hit quali (You're) Having My Baby, I Don't Like to Sleep Alone, Times of Your Life, la versione inglese di My Way composta per Frank Sinatra, She's a Lady interpretata da Tom Jones e This Is It scritta insieme a Michael Jackson. 

Paul Anka e i Beatles

Tra gli altri artisti che hanno interpretato le canzoni di Anka figurano Elvis Presley, Barbara Streisand, Connie Francis, Mitch Miller, Buddy Holly, The Doobie Brothers, Linda Ronstadt, The Sex Pistols, Nina Simone, Gypsy Kings e Robbie Williams. 

Persino il celebre compositore italiano Giorgio Moroder, tre volte Premio Oscar, ha dichiarato di essersi convinto a fare il musicista dopo aver ascoltato il tormentone del 1957 DianaCome del resto Peppino di Capri che ha iniziato ispirandisi a lui e Claudio Baglioni che ha debuttato con un suo brano.

Ha venduto oltre 10 milioni di album e 80 milioni di dischi in tutto il mondo (di cui 20 milioni soltanto col singolo Diana), ha scritto circa 900 canzoni che sono state interpretate più di 150 milioni di volte,.

Numeri veramente importanti che lo rendono uno degli artisti canadesi più famosi e celebrati di sempre, ha partecipato a svariate pellicole tra cui il kolossal "Il giorno più lungo", sullo sbarco in Normandia, per cui ha interpretato anche la colonna sonora.

Determinante nella carriera di Paul, il rapporto di stima e amicizia che lo legava a Don Costa (padre della baby cantante Nikka Costa), mitico compositore e direttore d'orchestra che ha arrangiato in modo magistrale diverse sue composizioni e che, soprattutto gli diede fiducia quando aveva appena 16 anni.

In Italia, oltre ad avere successo con le versioni italiane dei suoi brani più conosciuti, ha avuto anche l'opportunità d'interpretare brani inediti di autori italiani, con i quali entrò più volte in classifica: il più celebre di questi è stato Ogni volta, presentato al Festival di Sanremo 1964 insieme al suo autore, lo sfortunato Roby Ferrante. 

Sempre a Sanremo, in coppia con Johnny Dorelli, tornò nell'edizione del 68 per interpretare La farfalla impazzita, canzone composta dalla coppia d'oro della nostra musica Battisti-Mogol. 

Finito il boom degli "americani a Roma" della RCA, Anka è tornato nel nostro paese nel 2006 per partecipare all'incisione del disco di Celentano "Oh Diana", riedizione del suo successo.

Su questo pezzo che gli diede la notorietà improvvisa non ancora maggiorenne, la vulgata ufficiale accreditata da lui stesso è che Diana fosse una baby sitter della sorella, poi c'è quella ufficiosa che sostiene che invece fosse una compagna di scuola più grande.

Una certa Diana Ayoun, di origini libanesi anche lei, di cui il giovane Paul si era invaghito non corrisposto. Sfortunato in amore quindi ma non in musica. 

La tizia poi, ringalluzzita dal successo strepitoso del brano, si era rifatta avanti cercando un contatto con il cantante per trarre un benficio economico dalla vicenda. Ovviamente i suoi tentativi sono andati a vuoto.

Il suo più grande successo

Paul Anka è conosciuto ovunque e la sua carriera all'estero è proseguita senza sosta, anche come produttore e autore. Da questo punto di vista il suo successo più significativo è stato l'adattamento in lingua inglese della canzone Comme d'habitude, già nota in Francia nell'interpretazione del suo autore Claude François, che in inglese divenne My Way.

La sua versione venne incisa nel 1968 da Frank Sinatra e fu un successo planetario. L'anno successivo anche Paul Anka incise la canzone e negli anni il brano è stato rivisitato da numerosi artisti, quali Mireille Mathieu, Nina Simone, Elvis Presley, Sid Vicious, Nina Hagen e dai Gipsy Kings.

Nel 1974 il singolo (You're) Having My Baby con Odia Coates rimase al primo posto nella Billboard Hot 100 per tre settimane.

Nel 1983 ha scritto, assieme a Michael Jackson, la canzone Love Never Felt So Good in cui suonava il piano: tale canzone verrà poi pubblicata solo il 13 maggio 2014 all'interno del secondo album postumo di Michael Jackson Xscape (deluxe edition)

Altri suoi album di successo sono stati pubblicati nel 2005 (Rock Swings), nel quale interpreta grandi successi della tradizione rock riarrangiati in chiave swing. Fra i brani Jump dei Van Halen, Smells Like Teen Spirit dei Nirvana e Black Hole Sun dei Soundgarden, nel 2007 ("Classic song - My Way") e nel 2014 (Definitive Collection). 

E adesso a 85 anni il vecchio leone del pop è ancora sul pezzo, continuando a fare quello che sa fare con classe e bravura da sempre: cantare. Auguri Paul!  


mercoledì 22 luglio 2026

Peppino di Capri e quella canzone...

 di FRANCESCO TRONCARELLI 

"Peppino di Capri si è spento all'età di 86 anni nella sua amata isola..." , tutti gli articoli dei giornali e i servizi televisivi che hanno dato la notizia della morte dell'artista napoletano, hanno scritto e detto la stessa frase.

Peppino di Capri è morto dove è nato e vissuto ed è diventato un'eccellenza italiana nel mondo. Non poteva andarsene se non nell'isola Azzurra che tanto ha amato e che ha contribuito a far conoscere, con il suo nome d'arte, ovunque.

Ecco allora che pensando a questa triste dipartita, viene in mente un suo brano in cui il grande Peppino parla proprio di questo, ovvero "Morire a Capri" , un incredibile coincidenza dovuta a motivi musicali, che fa riflettere e comunque "addolcisce" la sua scomparsa perchè offre l'occasione per riascoltarlo.

Eccolo

 

Dei 500 pezzi che costituiscono il suo copioso Canzoniere (twist, madison, cha cha cha, slow rock,  brani melodici e cover indimenticabili) tutti conoscono quelli che vengono considerati i classici, i cavalli di battaglia.

Ci riferiamo a Malatia, Nun è peccato, Voce e notte, Nessuno al mondo, Luna caprese, Roberta, Let's twist again, Saint Tropez, Speedy Gonzales, Un grande amore e niente più, Champagne, Il sognatore, per citarne solo alcuni dei più noti.

Poi c'è chi ricorda anche Frennesia, Sciummo, Me chiamme ammore, Sera, Amare di meno, Una catena d'oro,  Incredibile voglia di te, Don’t play that song che però nei recital è nelle esibizioni estemporanee nelle feste private o in televisione solitamente non venivano riproposti.

 

Pochissimi ricordano gli altri brani, tra cui appunto "Morire a Capri" che Peppino peraltro non voleva incidere anche per motivi scaramatici ma che alla fine incise accettando il diktat della Carish. 

Entrò così coi suoi Rockers in sala di registrazione per realizzare il 45 giri agli inizi di giugno del 65, poco prima cioè di partecipare come supporter di lusso alla tournèe italiana dei Beatles.

Il brano è una cover di "Mourir a Capri" scritta e cantata da Gilbert Becaud, uno dei grandi di Francia, crooner eccezionale e carismatico, che è stata un successo internazionale nel 1964.

Fu incisa infatti da Becaud in varie lingue, anche in italiano con la versione curata da Nisa, il paroliere che con Carosone ha firmato brani indimenticabili come "Torero", "Caravan petrol", "O sarracino", "Tu vuò fa l'americano", senza parlare di "Non ho l'età" per la Cinquetti.

  

La Carish così spinse Peppino a registrare la sua versione, che peraltro presenta alcune curiosità. Nel testo innanzitutto, fedele nella traduzione italiana al 99 per cento, tranne che per un Bari piazzato nella strofa al posto di Paris. Un peccato veniale per italianizzare la storia del due innamorati che scelgono Capri per "togliere il disturbo".

L'altra è data dalla copertina. Si parla di una possibile morte annunciata di due giovani fidanzati e chi ci mette la casa discografica? Una bionda in bikini. Che col brano non ci azzecca nulla. Col brano. Ma col disco da vendere sì. Non solo come richiamo estetico.

La ragazza infatti è un'attrice viennese, si chiama Ingrid Simon, e in quegli anni ha goduto di una certa popolarità, a casa sua coi musicarelli tedeschi, da noi con pellicole scacciapensieri come " Caccia al marito" con Sandra e Raimondo.

Sandra Mondaini, Ingrid Simon, Lorella De Lucae Valeria Fabrizi in Caccia al marito

Ha preso parte poi, e qui è la furbata dei produttori del disco, al film "Blond muß man sein auf Capri", bisogna essere biondi a Capri, cast tedesco con aggiunta di Maurizio Arena, girato nello splendido scenario dell'isola, Piazzetta e Grotta azzurra compresi.

Anni fa, parlando con Peppino, lo invitai a riproporre nei suoi concerti pezzi come la meravigliosa "Sera" di Claudio Mattone e questa "Morire a Capri" ma riarrangiata sulla falsariga di quella originaria di Gilbert Becaud. 

Lui mi guardò, stette un po' in silenzio per pensarci sopra e poi mi disse "noi la facemmo coi nostri strumenti, quelli di un gruppo, rifarla ora con un'orchestra sarebbe più coinvolgente, è vero".

Ma non c'è stato il tempo...




sabato 6 giugno 2026

Peppino Mazzullo compie 100 anni con Richetto e Topo Gigio

di FRANCESCO TRONCARELLI

Peppino Mazzullo era il beniamino della Tv dei Ragazzi col Mago Zurlì allo Zecchino d'Oro. E' stato poi la voce di Topo Gigio, un successo mondiale


Era uno scolaro impertinente e discolo che ne combinava di tutti i colori, adesso è cresciuto ed è diventato un professore saggio e amabile. 

Peppino Mazzullo, il popolare Richetto della Tv dei Ragazzi degli anni del boom economico, compie la bellezza di 100 anni ed è in piena forma e in attività con la sua scuola di Teatro di Messina.

E’ stato uno dei personaggi più famosi e conosciuti della televisione insieme al Mago Zurlì in decine di edizioni dello Zecchino d’oro, in cui dava vita a scenette e gag divertentissime con Cino Tortorella.

Ma è letteralmente esploso come voce di Topo Gigio, il pupazzo animato creato da Maria Perego negli anni 60 diventato un beniamino del pubblico di tutto il mondo. Con ben 10 partecipazioni al celebre Ed Sullivan Show in America.

“Cosa mi dici maaai”, la celebre espressione divenuta un intercalare del Topo televisivo più amato dai bambini era frutto della sua inventiva e quel modo di parlare così particolare un po’ nasale un po’ fanciullesco era stato ideato da Mazzullo su imitazione del modo di esprimersi di un suo amico siciliano

Quello che fece poi anche Verdone per dare vita a Leo, il personaggio tontolone di “Un sacco bello” che parlava come il suo amico Roberto Natale.

Autore di testi radiotelevisivi e attore con una carriera svolta soprattutto in Rai e nel cinema come doppiatore, Mazzullo è un classe 1926 e come dicevamo ha compiuto la ragguardevole età di 100 anni nel suo paese, Santo Stefano di Briga, dove è tornato dal 2004, dopo una vita vissuta a Milano.

Qui nella cittadina da dove era partito in cerca di fortuna nello spettacolo ha fondato il Piccolissimo Teatro di Messina, spazio artistico polivalente dove dirige una scuola teatrale.

E' passato quindi dall’altra parte della barricata salendo in cattedra dopo una vita da...ribelle allo studio, mantenendo però sempre la sua proverbiale simpatia e classe con la quale si era fatto consocere ed amare dal pubblico. Auguri “Professor” Richetto!







sabato 23 maggio 2026

Grazie di tutto Pedro! Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI

10 a Pedro Pedro Pedro Pè - La Lazio si congeda dalla sparuta minoranza presente all'Olimpico con una vittoria contro il già retrocesso Pisa. Che dire, non è una vittoria che può condizionare il giudizio su un campionato fallimentare che ha riservato pochissime gioie e innumerevoli delusioni. Certo tra infortuni a raffica, squalifiche e soprattutto mancanza di una società alle spalle, lo Scrivano fiorentino ha fatto comunque miracoli nel tenere la barra dritta e salvare il salvabile, ma il fallimento è sotto gli occhi di tutti. E la tristezza è tsnta. Copertina d'obbligo al fenomeno di Santa Fè, calciatore di altra categoria che ha sempre onorato la maglia e ha voluto salutare la gente laziale con un gran gol. Saludos amigo e grazie di tutto! 

7 e mezzo a Furlanetto poveretto che alla roma voleva fare un dispetto - Una grande parata su Angoni al 27esimo conferma che ha un avvenire sicuro. Bravo.

6 e mezzo a Tele Bashiru sul canale 44 del digitale terrestre - Un tiro un gol. E buttalo via.. 

6+ a Gila il mondo gila, Viale dei Romagnoli. 13 Ostia e Prostamol - Levi uno e metti l'altro, parti con una coppia e finisci con un'altra. Ma all'occorrenza balli con ciascuno di loro. Sono un po' come Aldo, Giovanni e Giacamo, bravi si ma ripetitivi. Infatti so spariti.

6 a Bella Janez - croce e delizia. Testimonial ideake della partita. Perde palla e favorisce il vantaggio avversario poi s'inventa un tunnel e sforna l'assist per il pareggio. 

6 a Patrizia Pellegrini - Non gode di stampa positiva, ma il suo lo fa sempre. Come Pierluigi Diaco.

5 a Pighin-Sanguin-Noslin - La lampadina che ha nella abat jour che ha sulla capoccia non si è accesa. La Luna consiglia, cambiare gestore dell'elettricità.

5 a Dio perdona pure Dia - appunto. Non segna manco dal fornaro.

5- a Basic Instinct - Il chierichetto che studia da monsignore ha capito tutto della vita. Per anni si è imboscato nelle cantine di Formello, poi riesumato per desertificazione del centrocampo, ha giocato quattro cinque partite da titolare vero, poi è rientrato nei ranghi della mediocrità. Ora dice che lo vuole il Venezia. J'ha detto male, Voleva diventare monsignore finirà gondoliere.

5- a Prinz Brau - esordio co na ciabattata. Mah. Poi qualcuno si chiedeva oerche non lo facevano giocate. 

5- - a Rosanna Cancellieri - Lui e la porta nemici dichiarati. Non la vede neanche col cannocchiale. Corre corre corre e poi tira alla ndo cojo cojo, che non è lo specchio della porta. Se facesse fagotto nessuno lo rimpiangerà. Ma bisognerà trovare un buon samaritano che se lo accolla.

5- - a di padre in figlio nonno compreso -L'unica nota positiva di questa stagione disastrata è che se lo semo levati da torno. Nelson  Maldini, il Leo Gassman del calcio. Te li ritrovi fra i piedi  per il cognome che hanno. 

5- - a Somarusic - Nel fuggi fuggi generale dei suoi compagni di merende lui non compare ovviamente, e chi se lo pija. Del resto è un mistero perchè ce lo dobbiamo sorbire e lui fa di tutto per farci lamentare. Dopo la perla del derby, chiude in bellezza rimanendo immobile mentre il pisano saliva in cielo per segnare di testa. Il palo poi è la ciliegina sulla torta di un nulla cosmico.  Sipario. 



domenica 17 maggio 2026

La Lazio è sola. Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI

7 a Furlanetto poveretto che alla roma voleva fare un dispetto - Cronaca di una morte annunciata. I resti di una squadra sottotono da sempre hanno retto finché hanno potuto l'urto contro la squadra dei poteri forti, quella protetta dai media e dalle banche e che doveva vincere a prescindere al di là dei suoi meriti. Ma a perdere non è stata la Lazio, ma la Lazio di Lotito che è tutta un'altra cosa. La curva senza tifosi è la conferma di un amore negato da una gestione che galleggia nel nulla e che ha creato una frattura insanabile. La Lazio che abbiamo conosciuto e con cui siamo cresciuti è diventata un'alta ed è sola e tutti sanno di chi è la colpa. Copertina d'obbligo al portierino che pur non giocando da due anni (l'ultima partita contro l'Olbia in serie C!!!!) ha dato il fritto con grandi parate e limitando il passivo. Ma quanta pena, quanto scoramento, sperando che la nottata passi, come diceva Edoardo De Filippo.

6 a Prostamol - Un veterano. Lui ,venuto da lontano e senza sapere nulla dei veleni di un derby. Magari ce ne fossero di selleroni come lui. 

6- a Gila il mondo gila -  Il solito combattente con le solite amnesie da posizione, come in occasione del primo gol. Lo venderanno è l'unico che ha mercato.

5 e mezzo a Lisasken dagli occhi blu - senza le trecce lo stesso non sei tu.

5 e mezzo a Pighin-Sanguin-Noslin - Tanto fumo e un po' d'arrosto. Avete presente Riccardo Rossi?

5 a Dio perdona pure Dia - Non ne ha azzeccata una. Ma anche se l'avesse fatto non avrebbe concluso niente. 

5 a Rosanna Cancellieri - inutile cone sempre e sarà pure difficile levarcelo di torno. 

5 a Liz Taylor - Era stato uno dei migliori poi si è addormentato sugli allori come la Zia che non lavorava più sul set ma solo nelle cronache della Dolce vita. 

5 a senti che musica coi Tavares - errori a raffica come un Pierluigi Diaco qualsiasi quando sceglie gli ospiti del suo programma

5- a Somarusic - Capitano di una ciurma di imbelli. E ha dato l'esempio con la sua assenza ingiustificata da vitellone al sole. 

5- - a Basic Instinct - il chierichetto che studia da monsignore ha capito tutto della vita, si è imboscato in sacrestia e via. 

4 a Rovella  per chi non si accontenta - Espulsione che ha peggiorato la situazione. Non è servita a nulla alla facvia di che dice che i. dieci si gioca meglio.

4- a di padre in figlio nonno compreso - Nelson Maldini, come dire un calciatore inutile che non sa neanche il perchè si trovi in campo e nella vita faccia il calciatore. Sipario.


sabato 9 maggio 2026

Lazio, con la testa alla finale. Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI

6+ a Lisasken dagli occhi blu - Come la dobbiamo definire Lazio-Inter? Un amichevole? (in vista della finale di Coppa). Un allenamento? (per gli uomini di Chivu con i biancocelesti versione sparring partner). Una passeggiata a Roma (per i nerazzurri versione Anas). Come la si definisce la di definisce ma la realtà, triste ma purtroppo veritiera è che fra loro e noi ci sono 34 punti di differenza. Un abisso, come l'arbitro che ha diretto questa partita senza storia. La storia si potrà fare solo mercoledì sera, ma ci vorrà ben altra intensità, grinta, voglia di vincere, solo così gettando il cuore oltre l'ostacolo potrà esserci qualche speranza. Ed è anche difficile dare valutazioni a chi è sceso (si fa per dire) in campo. La copertina comunque va al danese che anche senza trecce ha portato un po di vivacità. Sic.

6 a Gila il mondo gila (Jimmy Fontana, Cantagiro 1965) - È l'unico che dà sempre il fritto. Calamari e gamberi freschissimi. E scusate se è poco.

6 a Prostamol -  È entrato in corsa e come sempre ha dato tutto. Certo poi bisogna vedere sto tutto quanto serve. Ma viva la faccia.

6- a Pighin-Sanguin-Noslin - l'abat jour che ha sulla capoccia si è accesa a fasi alterne. Dall'oroscopo di Branko la Luna consiglia, pagare la bolletta. 

5 e mezzo a Buondì Motta - si vabbè, tre picchi l'ha presi, ma su Bissek la paratona l'ha piazzata.  Nce famo niente, però buttala via.

5 a Patric del Grande fratello - Molti speravano che je desse na zampata al codice fiscale armeno per impedirgli di segnare il terzo gol. E invece no. Damerino.

5 a Basic Instinct - da chierichetto a sacrestano. Amen.

5 a Tele Bashiru sul canale 44 del digitale terrestre - manco er wi fi j'ha funzionato.

5 a Somarusic - 351 partite, capitano. Un rebus indecifrabile.Manco Bartezzaghi lo capirebbe.

5 a Dio perdona pure Dia - Un passo indietro rispetto a  Cremona. Ma un passo da gigante.

5 a Patrizia Pellegrini - Nè carne nè pesce. Nè.

5 a Rovella per chi non si accontenta - 50 minuti in più nelle gambe. Sarà pronto per il 13? Magari fallo un 13...

5 a Pedro Pedro Pedro Pè - La finale lo attende. Chiudesse in gloria e tutti felici e contenti.

5- - a Rosanna Cancellieri - Come il programma di Gigi Marzullo, inutile. 

4 a Viale dei Romagnoli, 13 Ostia - Un fallo da dilettante o da scarparo. Nun ce se crede. Sipario. 

Stefania Rotolo, indimenticabile

di FRANCESCO TRONCARELLI L a notizia arrivò come un fulmine a ciel sereno, nessuno sapeva della malattia che l'aveva aggredita, nè null...