martedì 24 marzo 2026

Addio Gino Paoli

 di FRANCESCO TRONCARELLI

"Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall'affetto dei suoi cari", con questa breve nota, la famiglia Paoli ha annunciato la scomparsa del proprio congiunto, chiedendo al contempo la massima riservtezza.

L'artista è morto nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata, aveva 91 essendo nato a Monfalcone il 23 settembre 1934. La notizia della sua morte è stata subito rilanciata da tutti i media ed è rimbalzata immediatamente sui social. E non poteva essere diversamente perchè l'artista è stato un maestro della canzone d'autore italiana.

Gino Paoli infatti è stato un artista chiave della nostra scena musicale, un personaggio dalla vicenda esistenziale tormentata e intensissima che ha dato un contributo decisivo all'evoluzione della canzone, sia come melodia che come testi.

Introverso, individualista, dal carattere spigoloso, ha anticipato le caratteristiche della figura del cantautore come poi si sarebbe conosciuta negli anni Setanta inventando di fatto una figura artistica. Ha scritto e interpretato oltre 200  canzoni alcune delle quali, sono fra le più belle e conociute del nostro pop.

"Senza fine", "Il cielo in una stanza", "Sapore di sale", "Che cosa c'è", "La gatta", "Una lunga storia d'amore", titoli sufficienti a far rimanere ben impressi nella memoria collettiva il suo nome e la sua musica.

Nato a Monfalcone, sin da bambino ha vissuto a Genova, la sua vera città. Il percorso che lo ha portato al successo è quello classico degli artisti anticonformisti degli anni Cinquanta, ovvero studente svogliato, appassionato di pittura e di jazz, che ai libri preferiva una vita boheme fatta di pochi soldi e notti infinite.

Da trascorrere ovviamente con gli amici, i vari Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Giorgio Calabrese, i fratelli Reverberi, come dire i fondatori della cosidetta "Scuola Genovese" che, nutrendosi delle canzoni dei grandi di Francia ossia Brassens e Jacques Brel, ha di fatto fondato la canzone d'autore italiana.

È proprio Gianfranco Reverberi ad aprirgli la strada per Milano, dove entra in contatto con l'industria discografica ma anche con  Giorgio Gaber e Mina che incide il suo "Il cielo in una stanza", ottenendo un grande successo.

Un successo bissato da un altro brano, "Senza fine", interpretata da Ornella Vanoni, che all'epoca era ancora "la cantante della mala" e che vivrà con lui una lunga relazione. Il brano ha fatto il giro del mondo ed ha segnato l'inizio di un sodalizio durata tutta la vita celebrato qualche decennio più tardi quando, dopo un lungo periodo di crisi, Gino e Ornella fecero una tournée insieme ottenendo un successo strepitoso.

Negli anni '60, quando l'Italia andava a 45 giri, venne pubblicato un brano simbolo di quella stagione irripetibile del costume, il suo "Sapore di sale", arrangiato da Ennio Morricone con il celebre assolo di sax di Gato Barbieri da brividi. 

Uomo tormentato, già sposato, vive in quel periodo una storia d'amore travolgente con Stefania Sandrelli, allora adolescente, una relazione dalla quale nacque Amanda. Poi l'11 luglio 1963 un gesto ancora oggi dai contorni misteriosi. Il tentativo di suicidio sparandosi all'altezza del cuore. Con il proiettile però che non colpisce zone vitali e resta conficcato nella zona del pericardio, da dove non è mai stato estratto.

Nella seconda metà dei "favolosi Sessanta" con il boom di canzoni allegre e spensierate in linea con la voglia di vivere di un Paese proiettato verso il futuro, inizia un lungo periodo di crisi umana e professionale segnato anche da alcol e droga, che culmina in un pauroso incidente stradale. 

Per il suo ritorno da protagonista bisogna attendere gli anni Ottanta quando prima incide un album tributo al suo amico Piero Ciampi, "Ha tutte le carte in regola" e poi nell'85, riconquista le classifiche con "Una lunga storia d'amore". Un brano bellissimo, avvolgente, emoziante. Alla Paoli.

L'anno dopo è la volta di "Ti lascio una canzone", altra hit indimenticabile e dal sapore antico, poi negli anni Novanta tutti cantano la sua "Quattro amici al bar". Nel corso della sua carriera Paoli ha interpretato canzoni di Joan Manuel Serrat e Charles Aznavour e ha avuto anche un'intensa attività come autore, firmando tra le tante "Come il sole all'improvviso" per Zucchero.

Nel 1987 venne eletto deputato nelle file del PCI, esperienza che non lo soddisferà e che non ebbe particolari momenti politici da ricordare. Negli ultimi anni della sua lunghissima carriera ha suonato insieme ad alcuni dei migliori jazzisti italiani.

In particolare con il bravissimo Danilo Rea, pianista di livello mondiale, ha portato avanti tournèe dal sold out assicurato. Personaggio schivo, poco incline alle concessioni mediatiche e alla mondanità, Gino Paoli resta uno dei personaggi più importanti e prestigiosi della Canzone italiana.

E' stato un gigante della Musica leggera che ha elevato a livelli altissimi con la sua produzione e un autore di brani che fanno parte della storia del nostro Paese e che lo hanno reso immortale. 

Con un grande mazzo di rose rosse aveva salutato solo quattro mesi fa la sua musa Ornella Vanoni, ora l'ha raggiunta. Per sempre.



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