domenica 9 agosto 2026

Peppino di Capri e di Ischia

 di FRANCESCO TRONCARELLI

Spiaggia di Poseidon, vigilia di ferragosto 1975, la quiete sonnacchiosa della controra che avvolge i bagnanti e i clienti delle terme è interrotta all'improvviso dal rumore del motore di una barca che si sta avvicinando alla riva.

Rocco, lo storico bagnino dello stabilimento, mette le mani ai lati della bocca stile Tarzan e grida "fuori dalle boe, tornate fuori dalle boe" per invitare l'equipaggio ad allontanarsi, ma dalla barca rispondono "simmo pe' Peppino di Capri", "allora trasite!" il lasciapassare di Rocco.

E così parte l'annuncio dal megafono dello scafo: "Questa sera al Castello d'Aragona, Peppino di Capri in concerto, tutti tutti tutti al Castello d'Aragona per Peppino di Capri, canterà Champagne, Roberta, Luna capreseeee".

Peppino e i New Rockers al Castello

Peppino a Ischia una lunga storia di musica e successi. Fu qui che iniziò la sua meravigliosa carriera trovando tra i clienti del Rangio Fellone dove si esibiva i discografici milanesi della Carish che lo misero sotto contratto insieme ai suoi Rockers, facendolo diventare un numero uno.

Anni ruggenti anche per l'Isola verde, che grazie agli investimenti di Angelo Rizzoli stava scoprendo il turismo vacanziero e termale mentre appunto Peppino gorgheggiava alla Paul Anka "Let me cry" del suo fido chitarrista Mario Cenci e una certa Baby Gate non ancora Mina gli rispondeva dal Moresco col sincopato "Be bop a lula"

Qualcuno sostiene che Giuseppe Faiella in arte si sarebbe dovuto chiamare Peppino di Ischia, per le opportunità colte nei night del Porto e di Lacco Ameno (che bella la foto che apre questo articolo con Peppino sorridente dal balcone del Regina Isabella) che lo resero entertainer di razza.

alla Galleria di Mazzella

Se così fosse stato però, probabilmente la sua vicenda umana e artistica sarebbe stata un'altra. Meglio di Capri, la sua Capri, non disdegnando però Ischia, con i piccoli e grandi piaceri del viverci seppur come ospite di lusso e benvoluto da tutti.

Le pannocchie arrostite dall'ambulante di corso Vittoria Colonna per esempio, oppure l'apertivo in piazzetta al Calise tra sorrisi e gli autografi ai fan, e che dire dei quadri di Mario Mazzella, stupende e iconiche "marine" esposte anche a Parigi, da appendere poi nel salone della villa caprese.

E poi quelle serate al Castello, sotto le stelle e 'ngoppa o mare, con l'amico di una vita Bebè Falconieri a dettare con la batteria i tempi delle esibizioni mentre Gianfranco Raffaldi col suo organo Hammond creava la giusta atmosfera. 

Peppino sbarca a Ischia

La Napoli bene ingioiellata con le dame e con le camicie bianche di lino e i pantaloni a zampa d'elefante dei cavalieri, era tutta lì per lui, come lo era al Negombo o all'esclusivo  Pignatiello, per ascoltarlo, applaudirlo e sognare con le sue canzoni e il suo carisma da re del night.

Ischia naturale approdo per chi cercava i bagni ai Maronti o a Citara ma anche punto di riferimento per chi la sera voleva uscire per ballare e con chi se non con Peppino, habitueès del by night isolano con più date nella stagione estiva, tutte ovviamente sold out.

A Ischia poi Peppino incontrava un suo grande amico, Fred Bongusto, con cui condivideva la passione per il mestiere, tournè, canzoni sussurate con eleganza e carisma. 

attenti a quei due

Peppino cantava "Roberta" e Fred rispondeva con "Frida, t'aggio voluto bene", Peppino lanciava "Nessuno al mondo" e Fred replicava "Doce, doce doce erano e vase...".

Fred aveva una casa a Sant'Angelo e spesso il "dopo teatro" trovava rifugio da lui, per una spaghettata e un Biancolella bianco e ghiacciato, col pianoforte e la chitarra sempre pronti, serate memorabili per la gioia di chi c'era.

Cittadino onorario dell'Isola verde, il caprese Giuseppe Faiella è stato omaggiato secondo una leggenda metropolitana suggestiva e comunque alimentata dal personale imbarcato, dell'intitolazione della motonave ammiraglia che trasporta auto e passeggeri da Pozzuoli a Ischia col nome di "Don Peppino".

"Così dicono" rispondeva l'artista con quel sorriso solare e sornione che lo contraddistingueva alla richiesta di conferme a questa voce. Grandissimo. Sì perchè Don Peppino cittadino illustre del Golfo, nato a Capri e che a Ischia aveva la residenza affettiva da sempre era veramente un grandissimo, artista e signore.










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