domenica 28 dicembre 2025

Addio Brigitte Bardot

di FRANCESCO TRONCARELLI

"Non mi importa della vecchiaia, 

non l'ho nenche vista arrivare"

 

Era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per "una grave malattia" come spiegava il bollettino medico dell'ospedale privato Sain Jean di Tolone in cui era stata ricoverata, ma il tentativo operato dai chirurghi non è riuscito a fermare il male che la stava aggredendo inesorabilmente.

Brigitte Bardot uno dei personaggi che hanno segnato la storia del Costume nel Novecento è morta, aveva 91 anni e negli anni Sessanta era definita dai media internazionali “la donna più bella del mondo”, la sua bellezza infatti era così perfetta che anche i piccoli difetti erano oggetto di adorazione.

Attrice, cantante, ballerina, la Bardot è stata una star del Cinema, diventando il simbolo della liberazione ed emancipazione sessuale, oltre che una bellezza intrigante e sensuale, un’artista controcorrente e perché no, dalle scelte estreme e coraggiose. 

Chi avrebbe avuto “la forza” infatti di ritirarsi a vita privata, nel pieno del suo successo? Chi avrebbe preferito ai soldi e alla corte serrata di produttori, registi, attori e potenti di mezzo mondo, gli uni per una ragione gli altri per un’altra ben comprensibile, il vivere da sola con gli animali? 

Nessuno. Solo lei, B.B. come veniva chiamata da tutti, con le sole iniziali, tanta era la sua popolarità. Una popolarità che la portò ad essere scelta addirittura come modella per il busto della “Marianna”, l’emblema nazionale della repubblica francese, dallo scultore Alain Gourdon.

La sua carriera del resto è stata sfolgorante. A 16 anni sulla copertina della prestigiosa rivista ELLE, a 18 il primo film da protagonista, “Piace a troppi” (Et Dieu créa la femme…) firmato dal marito Roger Vadim, film che la fece diventare un “fenomeno” planetario a cui dedicare canzoni (ricordate quel samba intitolato a lei che si balla nei locali ancora oggi?), libri, migliaia di reportage e capi di moda.

E' sufficiente citare ad esempio le infradito capresi e i calzoni corti alle caviglie lanciati da lei, fino al bikini che per prima sfoggiò a Saint Tropez, in Costa Azzurra, sotto i flash dei paparazzi.

Nel momento clou di quel celebre film che la lanciò definitivamente nello star system dopo tante pellicole minori, Brigitte ballava un mambo scatenato a piedi nudi (da qui l’altro appellativo di “la Dea scalza”), sudata e con i capelli in disordine. Una scena che segnò la fine del puritano periodo post bellico e l’inizio di una nuova libertà giovanile.

B.B dunque, da teen ager che amava la danza classica e sfilava nelle Maison parigine quasi per gioco a icona della femminilità negli anni del boom, figlia del suo tempo, contro i tabù imposti dalla società bacchettona ed eccessivamente perbenista.

Bella, solare, spregiudicata e sicuramente ribelle a ogni conformismo al contrario della rivale d’oltreoceano Marylin Monroe, più dipendente dai poteri forti (quello maschile in primis) e puro oggetto del desiderio a prescindere.

L’unica come dicevamo, capace di lasciare i riflettori e quel dorato mondo del jet set senza rimpianti o crisi esistenziali, per dedicarsi a tempo pieno agli animali, suo antico amore. Non a caso fu lei nel 62 a vincere la battaglia contro i metodi barbari di macellazione degli animali vigenti in Francia (buoi e cavalli squartati vivi!!), come è stata lei a vincere tanti anni dopo la battaglia in favore dei cuccioli di foca, ottenendo il divieto a livello mondiale della vendita delle loro pellicce.

Tanto amata e tanto desiderata ieri, eppure, inevitabilmente, tanto criticata e biasimata per le sue prese di posizioni anti-islamiche alla Oriana Fallaci che le hanno  procurato una condanna per incitamento all’odio razziale e per le sue simpatie per il Front National di Marine Le Pen facendola diventare il simbolo della Francia profonda e politicamente scorretta che detesta la gauche au caviar.   

La notizia della sua scomparsa ha fatto il giro del mondo, battuta da tutte le agenzie di stampa e subito rilanciata dai media e dai social. E non poteva essere diversamente, perché Brigitte Bardot è stata una diva affascinante e intrigante che pur non recitando più da tempo, ha fatto sempre notizia per le sue iniziative e prese di posizione.

Come i diamanti, lei è rimasta una diva per sempre, al di là delle sue posizioni ideologiche peraltro pagate in prima persona e della “cattiveria” del tempo che implacabilmente ha offuscato il suo fascino. Del resto “Dio creò la donna” e la chiamò Brigitte, prevedendo anche la parola fine ha una vicenda umana e professionale da prima pagina. Addio BB.



sabato 27 dicembre 2025

Lazio scippata. Le Pagelliadi

di FRANCESCO TRONCARELLI

7 a miei cari amici Vecino e lontani - La Lazio chiude il 2025 pareggiando una partita che stava vincendo. Il fatto è che il gol friulano era viziato da due colpi di mano che ovviamente il Var ha considerato ininfluenti. Ma a parti invertite lo avrebbero considerato buono il gol? No, perchè la Lazio non è protetta da nessuno nè ha una società forte alle spalle che sa farsi valere. E così tutto, squalifiche, infortuni e rosa senza petali di qualità a parte, è più difficile. 

7 a Massimo Di Cataldi - Il dottorino è cresciuto. Ed è l'unica certezza in una squadra che ha tanta gamba ma poco cervello. 

6 e mezzo a Pighin-Sanguin-Noslin - Se invece di centrare il palo all'8° minuto avesse gonfiato la rete, ora staremmo a celebrare una Lazio corsara a Udine nonostante una formazione alla bell'e meglio. E a esaltarlo come salvatore della patria. È stato comunque il migliore là davanti. 

6 e mezzo a Viale dei Romagnoli, 13 Ostia - Come Tonno Nostromo, insuperabile.

6 e mezzo a Patrizia Pellegrini - Il gladiatore de noantri. Mena, crossa, lancia. E non tira indietro la gamba. Come la signora Coriandoli a Ballando con le stelle.

6+ a Lisasken dagli occhi blu - Per un pelo ha fallito il raddoppio. Ma viva Dio ha portato freschezza.

6+ a Dio vede e Provedel - Solo con la mano l'hanno fregato. Zozzoni.

6 a Benigno Zaccagnini - L'arciere non scagliato più frecce. Sta sempre a terra. Come Mammucari da Zia Mara.

6 a Bella Janez (Sandokan, Rai 1) - tomo tomo cacchio cacchio come diceva Totò, al momento opportuno ha stoppato l'ex figliol prodigo giallorosso in fuga. E scusate se è poco.

6 a Maru(sic!) - Non ha combinato casini come ai bei tempi. E questa è una notizia positiva. Daje.

6 a Rosanna Cancellieri -  Una partita scialba, neanche un sombrero alla Miguel son mi di Carosello che sarebbe valso un sobrio entusiasmo per una partita comunque moscia. Poi a dieci minuti dalla fine grazie alla sua caparbietà il botto.

6- a Gila il mondo gila (Jimmy Fontana, Cantagiro 1965) - C'ha un viziaccio, parte in quarta e perde palla. Dovrebbe solo stare in difesa dove jela ammolla,  per difendersi dai guai che combina, ma è pura utopia. Come sperare che Pierluigi Diaco azzecchi un programma. 

5 a Castellano e Pipolo - C'era una volta. Ma c'era? Sicuramente ora non più. Una favola senza lieto fine peraltro mai iniziata. Ma per lui non ci sono problemi, aprirà un salone di bellezza, quel taglio di capelli da borgata del Grande fratello è la sua salvezza lavorativa. Sipario.

sabato 20 dicembre 2025

Lazio occasione persa. Le Pagelliadi.

 di FRANCESCO TRONCARELLI

6 e mezzo a Massimo Di Cataldi - La Lazio ha pareggiato una partita che non ha saputo vincere, vuoi per sue incapacità vuoi per la capacità della Cremonese di imbrigliare il gioco. Un tic e toc sterile che non ha prodotto giocate di rilievo e tiri in porta che avrebbero dato un senso al tutto. Il centro del campo sembrava via del Corso all'ora di punta intasato e ingolfato come era di giocatori nostri e loro. Morale della favola due punti persi. Copertina d'obbligo al capitano che ha provato al 95' a regalare un Natale biancoceleste ai tifosi.

6 e mezzo a Patrizia Pellegrini - In una partita dove il gioco è latitato è stato l'unico che ha dato il fritto senza risparmiarsi. Bravo!

6 e mezzo a Gila il mondo gila e Viale dei Romagnoli,13 Ostia- Dio li fa e poi li accoppia. Quando la coppia scoppia e gli altri accoppa. Inseparabili come Ficarra e Picone, Pio e Amedeo, Ale e Franz. Con loro non si passa.

6+ a Rosanna Cancellieri - Quel sombrero alla Miguel son mi di Carosello vale tutta la sua prestazione.

6+ a Pighin-Sanguin-Noslin - Ha portato vivacità. Ma tutti aspettavano il miracolo. Rivolgersi al riguardo a Pierluigi Diaco che di miracoli se ne intende perchè nonostante gli ascolti bassi sta sempre lì.

6+ a Maru(sic) - Ci mette il fisico. Come Paolo Belli a Ballando con le stelle. Ma lui fa ballare gli altri.

6 a Dio vede e Provedel - Ha vinto il torneo di burraco con i fotografi piazzati dietro la sua porta. 

6 a Bella Janez (Sandokan, Rai 1) - Liberato dalla cantina di Formello dove era recluso da mesi, si è comunque superato. Provateci voi a stare fermi da na vita e tornare a correre. Poi giocare è un'altra cosa.

6- a Guendo è bello esse laziali - se poi si riuscisse a vincere lo sarebbe ancora di più. Ma ci vuole fantasia e taalento lì in mezzo. Il franzoso ha solo fantasia. E si fa pure ammonire. Mah

6- a miei cari amici Vecino e lontani - Subito una cappellata all'inizio. Po ha iniziato a carburare. Ma aveva la marmitta bucata e non è mai partito. 

6- a Pedro Pedro Pedro Pè - Il meglio di Santa Fè e Trigoria è avviato verso un dorato pensionamento alle Canarie dopo aver dato tanto. Come Antonio Di Pietro (lo ricordate?) ex magistrato di Mani pulite ed ex deputato. Ma lui sta a Montenero in Molise...

5 e mezzo a Castellano e Pipolo - Ha le polveri bagnate, spara a vuoto. Ma non è buono neanche per il cannone del Gianicolo che spara a salve a mezzogiorno. Sipario.

martedì 16 dicembre 2025

Peppino di Capri, spunta la foto coi Beatles

 di FRANCESCO TRONCARELLI 

Sono passati 60 anni dal mitico tour italiano dei Beatles e le sorprese non finiscono mai. E Peppino di Capri in queste chicche che escono fuori ciclicamente come il famoso coniglio dal cilindro del mago, c'è sempre.

E non poteva essere diversamente perchè il cantante napoletano era il più famoso degli artisti che facevano da "spalla" alla esibizioni degli Scarafaggi di Liverpool e perciò era possibile che si trovasse al centro dell'attenzione come loro.

La novità è data ancora una volta da una foto, scovata dall'archivio Intesa San Paolo da Antonio Mastroianni, sulla scia del grande lavoro di ricerca compiuto dal padre Ciccio, biografo discografico e fan storico di Peppino cui somigliava e che imitava come frontman dei Green Boys.

le cartoline pubblicitarie del tour
Ritrae i Fab Four prima dell'esibizione al velodromo Vigorelli con il Re del Twist e Rossella Como, che presentava il tour insieme a Lucio Flauto. Ed é una foto eccezionale nella sua semplicità perchè sino ad ora c'era una sola istantanea conosciuta e che li immortalava.

La stessa che Peppino ha piazzato nella sua villa caprese su una parete come gigantografia in cui si vede lui col suo gruppo dei Rockers insieme a Ringo, Paul, George e John che venne scattata a fine tour dietro le quinte dell'Adriano.

Una sorta di concessione dei Baronetti di Sua Maestà, perchè come è noto, nonostante il tour con loro, il viaggio sullo stesso aereo e il pernottamento nello stesso albergo a Roma non c'erano contatti con nessuno degli artisti di supporto. Due mondi a parte. 

Avevano delle guardie del corpo che tenevano tutti lontani. Mai due chiacchiere o un saluto, né tanto meno una pacca sulle spalle. Fu solo l'ultimo giorno che l'impresario permise di scattare una foto con loro. Quella conosciuta da sempre e nella villa di Capri.

Adesso Peppino potrà piazzare anche questa.



sabato 13 dicembre 2025

È una Lazio eroica. Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI

9 a Pighin-Sanguin-Noslin - La Lazio in 9 ha battuto il Parma. Una vittoria bellissima ed emozionante che ha reso giustizia a un arbitraggio a dir poco discutibile che voleva condizionare l'esito della partita. Ma lorsignori che tirano le fila di questo accanimento contro i biancocelesti non avevano fatto i conti col cioccolatino con l'abat jour in testa che alla sua 50esima partita con l'Aquila sul petto, si è superato e regalato tre punti d'oro. Avanti Lazio avanti laziali! 

8 a Dio vede e Provedel - Grandissimo. Senza se e senza ma.

7 a Prostamol - Un gigante. E non solo per l'altezza. Ma per l'autorevolezza che dimostra nonostante sia un pivello.

6 e mezzo a Guendo è bello esse laziali - ed è bellissimo vincere con due uomini in meno e con l'arbitro contro! Daje.

6 e mezzo a Viale dei Romagnoli, 13 Ostia - senza il fratello di latte Gila il mondo gila, ha dovuto faticare più del dovuto. Ma stava sempre a giocà contro le punte del Parma...

6 e mezzo a Patrizia Pellegrini - Tanto fumo e tanto arrosto. Come Pigi Diaco a Bella ma.

6 e mezzo a Massimo Di Cataldi - Il solito compitino. Eppure poteva osare. Come Massimo Giletti con l'agente segreto per strada che gli ha mollato un cazzotto. L'assist però ce sta.

6+ a Somarusic - Non combina più casini. Dopo anni di cappellate in serie si è emancipato dal suo passato da brividi. Praticamente è un altro. Come Vittorio Cecchi Gori che da quando si tinge i capelli sembra la sora Lella.

6 a Patric del Grande fratello - Bentornato caciara. Un pizzico di sana follia in un piattume generale.

5 e mezzo a Rosanna Cancellieri - È partito in quarta è finito in folle. Avete presente Teo Mammucari da Zia Mara?

5 e mezzo a Dele ctrl canc alt - Come il rilevamento della temperatura di Santa Margherita Ligure, non pervenuto. Ma ha portato fortuna.

5 a Castellano e Pipolo - Numeri da foca al circo ma ha le polveri bagnate. Neanche per il cannone che spara a salve al Gianicolo a mezzogiorno sarebbe utile.

5- - a Basic Instinct - Il migliore in campo, ma con un arbitro come questo che non voleva altro per darci addosso, lasciare la squadra in 9 per una gomitata assassina dopo l'ammonizione è stato deleterio.

5- - a Benigno Zaccagnini - Azzoppato ad ogni partita da quando è iniziato il campionato, per una strana e incredibile legge del contrappasso, l'arciere la prima volta che ha fatto un fallo, vistoso sì ma no da rosso diretto, è stato espulso. Il colmo. Lui da sempre preso a calci questa volta se l'è presa nder... Sipario

domenica 7 dicembre 2025

La Lazio non sbologna. Le Pagelliadi

 di FRANCESCO TRONCARELLI


6 e mezzo a Lisasken dagli occhi blu - È finito in parità lo scontro col Bologna. Una partita equilibrata con continui rivolgimenti di fronte e colpi di scena. Come gli interventi prodigiosi del numero uno bolognese che ci hanno negato il raddoppio e gli ultimi minuti in 10 giocati dai nostri ragazzi. Poteva finire male, poteva finire ma tant è. Copertina al danese che è riuscito a buttarla dentro facendo sognare la gente laziale nel colpaccio.

6 e mezzo a Basic Instinct - Una certezza. E se si pensa a come è cambiato viene da darsi i pizzicotti sulle guance. È passato infatti da metronotte a Formello a Metronomo della squadra. 

6 e mezzo a Benigno Zaccagnini - L'arciere non ha scagliato la sua freccia ma è sempre il migliore.

6+ a Viale dei Romagnoli, 13 Ostia - Bastonatore indefesso è mancato in area avversaria per i suoi classici colpi di testa. Quelli verso la rete ovvio. 

6+ a Massimo Di Cataldi - Dal colloquio dei professori coi genitori, il ragazzo è migliorato, si applicava di più, dal compitino è passato al componimento. Meno male.

6+ Guendo è bello esse laziali - e se entrava quella fucilata che ha tirato lo sarebbe stato assai.

6 a Rosanna Cancellieri - Daje de tacco daje de punta. Ha portato vivacità. Come la signora Coriandoli a Ballando con le stelle.

6 a Lazzari alzati e cammina - e non ti fermare più caro Forrest Gump de noantri. 

6 a Dio vede e Provedel - La respinta corta che ha provocato il tap in avversario ha annullato le paratone. Prestazione alla Carrizo insomma.

6 a Pighin-Sanguin-Noslin - Il cioccolatino con l'abat jour in testa migliora di partita in partita. Quando accenderà la luce sarà un trionfo.

6- - a Somarusic - Alla 330esima partita in maglia biancoceleste (ce se crede?) ha confermato tutti i suoi pregi, pochi e limiti, assai. Un bravo ragazzo certo ma col pallone spesso ci litiga. Come quando in area ha fornito uno splendido assist all'arrembante Orsolini arredamenti, via Aurelia 415. 

5 a Gila il mondo gila (Jimmy Fontana, Cantagiro 1965) - Se non fosse stato espulso sarebbe stato fra i migliori. Bellissimo il salvataggio sulla linea sul tiro di Carmen Miranda, bruttissimo il fallo su Fidel Castro. 

5- a Castellano e Pipolo - c'era una volta. Come nelle favole. Il problema che lui non è mai stato una favola. 

4 a senti che musica coi Tavares - Dice, almeno parte in quarta e attacca. Quando mai. Manco più quello. Poi in difesa è un pericolo, dai primi minuti con Pellegrini che gli è sfuggito all'uccellamento subito da Zortea in occasione del pareggio rossoblu. Na tragedia annunciata. Era un freccia sulle rotaie dell'Olimpico che saltava pure i passaggi a livello, è finito su un binario morto. Sipario.

Lazio che barba che noia. Le Pagelliadi

  di FRANCESCO TRONCARELLI 6+ a Dio vede e Provedel - La Lazio ha pareggiato a Lecce una partita da noia mortale. Come avrebbe detto Sandra ...