di FRANCESCO TRONCARELLI
"Peppino di Capri si è spento all'età di 86 anni nella sua amata isola..." , tutti gli articoli dei giornali e i servizi televisivi che hanno dato la notizia della morte dell'artista napoletano, hanno scritto e detto la stessa frase.
Peppino di Capri è morto dove è nato e vissuto ed è diventato un'eccellenza italiana nel mondo. Non poteva andarsene se non nell'isola Azzurra che tanto ha amato e che ha contribuito a far conoscere, con il suo nome d'arte, ovunque.
Ecco allora che pensando a questa triste dipartita, viene in mente un suo brano in cui il grande Peppino parla proprio di questo, ovvero "Morire a Capri" , un incredibile coincidenza dovuta a motivi musicali, che fa riflettere e comunque "addolcisce" la sua scomparsa perchè offre l'occasione per riascoltarlo.
Eccolo
Dei 500 pezzi che costituiscono il suo copioso Canzoniere (twist, madison, cha cha cha, slow rock, brani melodici e cover indimenticabili) tutti conoscono quelli che vengono considerati i classici, i cavalli di battaglia.
Ci riferiamo a Malatia, Nun è peccato, Voce e notte, Nessuno al mondo, Luna caprese, Roberta, Let's twist again, Saint Tropez, Speedy Gonzales, Un grande amore e niente più, Champagne, Il sognatore, per citarne solo alcuni dei più noti.
Poi c'è chi ricorda anche Frennesia, Sciummo, Me chiamme ammore, Sera, Amare di meno, Una catena d'oro, Incredibile voglia di te, Don’t play that song che però nei recital è nelle esibizioni estemporanee nelle feste private o in televisione solitamente non venivano riproposti.
Pochissimi ricordano gli altri brani, tra cui appunto "Morire a Capri" che Peppino peraltro non voleva incidere anche per motivi scaramatici ma che alla fine incise accettando il diktat della Carish.
Entrò così coi suoi Rockers in sala di registrazione per realizzare il 45 giri agli inizi di giugno del 65, poco prima cioè di partecipare come supporter di lusso alla tournèe italiana dei Beatles.
Il brano è una cover di "Mourir a Capri" scritta e cantata da Gilbert Becaud, uno dei grandi di Francia, crooner eccezionale e carismatico, che è stata un successo internazionale nel 1964.
Fu incisa infatti da Becaud in varie lingue, anche in italiano con la versione curata da Nisa, il paroliere che con Carosone ha firmato brani indimenticabili come "Torero", "Caravan petrol", "O sarracino", "Tu vuò fa l'americano", senza parlare di "Non ho l'età" per la Cinquetti.
La Carish così spinse Peppino a registrare la sua versione, che peraltro presenta alcune curiosità. Nel testo innanzitutto, fedele nella traduzione italiana al 99 per cento, tranne che per un Bari piazzato nella strofa al posto di Paris. Un peccato veniale per italianizzare la storia del due innamorati che scelgono Capri per "togliere il disturbo".
L'altra è data dalla copertina. Si parla di una possibile morte annunciata di due giovani fidanzati e chi ci mette la casa discografica? Una bionda in bikini. Che col brano non ci azzecca nulla. Col brano. Ma col disco da vendere sì. Non solo come richiamo estetico.
La ragazza infatti è un'attrice viennese, si chiama Ingrid Simon, e in quegli anni ha goduto di una certa popolarità, a casa sua coi musicarelli tedeschi, da noi con pellicole scacciapensieri come " Caccia al marito" con Sandra e Raimondo.
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| Sandra Mondaini, Ingrid Simon, Lorella De Lucae Valeria Fabrizi in Caccia al marito |
Ha preso parte poi, e qui è la furbata dei produttori del disco, al film "Blond muß man sein auf Capri", bisogna essere biondi a Capri, cast tedesco con aggiunta di Maurizio Arena, girato nello splendido scenario dell'isola, Piazzetta e Grotta azzurra compresi.
Anni fa, parlando con Peppino, lo invitai a riproporre nei suoi concerti pezzi come la meravigliosa "Sera" di Claudio Mattone e questa "Morire a Capri" ma riarrangiata sulla falsariga di quella originaria di Gilbert Becaud.
Lui mi guardò, stette un po' in silenzio per pensarci sopra e poi mi disse "noi la facemmo coi nostri strumenti, quelli di un gruppo, rifarla ora con un'orchestra sarebbe più coinvolgente, è vero".
Ma non c'è stato il tempo...



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