di FRANCESCO TRONCARELLI
8 all'ira di Dia - Una grande Lazio ha tenuto testa e messo alle corde la capolista. Messa bene in campo, ha imposto il suo gioco senza timore reverenziale e avrebbe potuto vincere la sfida lanciata da Ricky Tognazzi Baroni a Cesare Ragazzi Conte. Ma purtroppo è stata frenata da due episodi sfortunati. Copertina d'obbligo al bomber senegalese che ha pareggiato nel finale un risultato bugiardo a favore dei napoletani. Applausi.
7 e mezzo a Lisasken dagli occhi blu - Un missile da trenta metri che ha fatto viaggiare l'Olimpico verso lo spazio infinito. Grande.
7 e mezzo a Benigno Zaccagnini - L'arciere è il testimonial della partita. Bravo, tenace e irriducibile, non si è voluto mai arrendere.
6 e mezzo a Rovella per chi non si accontenta. Quando riuscirà a segnare un gol sarà festa tutto l'anno e tre volte Natale come diceva Lucio Dalla.
6+ a senti che musica coi Tavares - La freccia biancazzurra è partita con 45 minuti di ritardo. Salvini ministro dei trasporti che dice?
6+ a Guendo è bello esse laziali - e lo è molto de più se se vince. Alla prossima.
6+ a Lazzari alzati e cammina e Cha una bomba - Buttati nella mischia per recuperare il risultato. E ce so riusciti.
6 a Gila il mondo gila - Poteva essere l'uomo in più come Frassica con Conti, ma è rimasto nei ranghi della normalità. Alla Cattelan.
6 a Viale dei Romagnoli, 13 Ostia - Normale amministrazione. Avete presente Gerry Scotti al festival. Due battute e via.
6-a Pedro Pedro Pedro Pè - Tutti aspettavano il meglio di Santa Fè e Trigoria come Mammut a Sanremo. Ma non ha carburato come Mammut. Doveva entrare nel secondo tempo, come ha fatto Mammut quando ha lasciato la conduzione pessima per cantare.
5 a Pighin-Sanguin-Noslin - ha fatto tenerezza in mezzo a quei volponi del Napoli come Lucio Corsi al festival agghindato alla Camerini. Ma non ha avuto i guizzi del cantante toscano. Manco un gorgheggio. Solo gargarismi.
5 a Dio vede e Provedel - Ha ricordato il miglior Garella dei tempi biancocelesti. Quello delle garellate.
5- - a Somarusic - E segna sempre lui, si cantava una volta in onore di Beppe Signori. Ora quel coro andrebbe riciclato verso il miracolato terzino montenegrino. Peccato che il magnifico gol della partita questo giro lo abbia segnato al nostro portiere. Un autogol pazzesco, fra i più belli visti negli ultimi anni e che alla fine della fiera ci ha penalizzato enormemente. Tristezza infinita. Sipario.
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