giovedì 1 gennaio 2026

Claudio Villa, 100 anni da Reuccio

 di FRANCESCO TRONCARELLI

Il più grande di tutti, il più popolare di tutti, il più battagliero di tutti, un artista dotato di una voce eccezionale e un vero e prorio personaggio da rotocalco per la sua vita privata, le sue polemiche, le sue iniziative politiche e sociali. Questo era Claudio Villa.

Il numero uno del bel canto all'italiana, lo strenuo difensore della melodia, l'amante della comunicazione diretta e senza filtri perchè convinto delle sue idee e di ciò che rappresentava sul palcoscenico quando le luci in sala si spegnevano, piombava il silenzio e il pubblico iniziava a fremere.

Claudio Villa è stato tutto questo, un artista a tutto tondo che rispettava il pubblico a cui doveva tutto e a cui dava tutto e ricordarlo nel giorno che avrebbe compiuto 100 anni non è solo un mero dovere di cronaca, ma un piacere per tutto quello che ha rappresentato, da gigante della musica leggera e della cultura popolare del 900 quale è stato. 

Modugno e Villa amici/rivali col record di vittorie a Sanremo

Nato a  Trastevere, a due passi da Regina Coeli, da una famiglia di umili origini il primo gennaio del 1926 e registrato al comune di Roma come Claudio Pica (questo il vero nome), dopo aver fatto vari mestieri, vinse un concorso canoro che lo porterà a cantare dai microfoni della Radio e diventare nel giro di qualche anno, molto conosciuto. 

I primi dischi, i primi successi, una lunga malattia che lo costrinse a cantare con un solo polmone funzionante e infine il successo sempre più nazionale sino alla consacrazione definitiva di divo della canzone degli anni 50.

 Non a caso è stato il primo cantante ad avere dei fan club in Italia, come fu per Frank Sinatra in America, una circostanza singolare che lo accomuna a The Voice, lui che sulla sua voce inconfondibile aveva costruito il suo successo.  

The Voice e il Reuccio, i più grandi di tutti

50 milioni di dischi venduti, 30 film, successi indimenticabili come "Binario", "Luna rossa", "Non ti scordar di me", "Vecchia Roma", "Buongiorno tristezza", "Non pensare a me", "Un amore così grande" e l'evergreen "Granada" che è legato indissolubilmente al suo nome, una storia che merita d'essere raccontata.

Una canzone scritta da Agustin Lara che ha fatto il giro del mondo e che il Reuccio (fu Corrado, amico di sempre, a chiamarlo scherzosamente così per via dell'altezza), presentò a un'edizione speciale di “Canzonissima” chiamata "Scala Reale", condotta dal grande Peppino Di Filippo che lanciò in quella occasione la macchietta di Pappagone. 

Villa la presentò alla finale del 6 gennaio del 67 a cui arrivò insieme e contro Gianni Morandi, beniamino di un pubblico eterogeneo e cantante del momento (era in Hit parade con la canzone che presentava, “La fisarmonica”).

Un duello che appassiona i telespettatori, uno scontro generazionale seguito dalla stampa specializzata (Sorrisi e Canzoni, Giovani, Ciao Amici, Big) che propende per il ragazzo di Monghidoro e quella nazionale rappresentata dalle grandi testate, che invece è più equidistante.

i protagonisti di Canzonissima

Morandi è il nuovo, Villa il vecchio. Nonostante abbia solo 40 anni, un’età che ai giorni nostri apparirebbe sicuramente ininfluente per qualsiasi giudizio artistico (si pensi ai 62 anni di Ramazzotti, ai 73 di Vasco, agli 87 di Celentano), è considerato il simbolo di tutto quello che i giovani contestano, ovvero l’autorità, i genitori, i professori.

Ma i dissensi al suo modo di cantare furono messi a tacere. I preventivati ed attesi fischi si tramutarono in applausi a scena aperta non solo al Teatro delle Vittorie dove si svolgeva in diretta la finale, ma anche nelle case degli italiani perché tutti furono conquistati dalla sua “Granada”. Con un’interpretazione entrata nella storia dell Tv infatti, “il combattente” Villa si superò davanti a venti milioni di telespettatori.

La sua voce, possente e forte, a tratti tenorile ma più armoniosa di quella di un tenore e che non aveva uguali colpì tutti, quella voce suscitò brividi e ammirazione, raggiungendo l'apoteosi nell'acuto finale interminabile che prima di quel momento nessuno aveva ascoltato da un “semplice” cantante di musica leggera in relazione a questo brano. E il Reuccio vinse la sfida con Morandi e "Scala Reale".

Villa, Corrado e Morandi

Villa è rimasto nella memoria collettiva del Paese per la sua trentennale carriera e per le partecipazioni ai vari festival della canzone italiana e napoletana e a quelle Canzonissime che appassionavano il pubblico a casa davanti la tv. Solo lui tra le innumervoli apparizioni televisive e partecipazioni ad eventi, ha cantato alla manifestazione ufficiale per il Centenario dell'Unità d'Italia, ma non solo. 

È stato il primo artista occidentale a superare quella che era definita la "Cortina di ferro" per tenere concerti appunto nei paesi dell'Europa dell'Est e il primo cantante italiano a esibirsi in Cina dopo una trionfale tournèe in Giappone.

Applaudito da intellettuali come Pier Paolo Pasolini, attori come Armoldo Foà e giornalisti come Enzo Tortora e Maurizio Costanzo, idolatrato dai suoi fan e al tempo stesso criticato da chi non accettava i suoi atteggiamenti senza filtri, Villa ha spesso combattuto in prima persona battaglie sociali e di costume.

Come quando si fece portavoce con Bracardi, Philippe Leroy, Marisa Laurito e Italia nostra di una protesta contro l'apertura di un McDonald a piazza di Spagna a Roma. Come dire sì alla carbonara no all'hamburgher.

No al Fast Foud a piazza di Spagna

Con Domenico Modugno, suo rivale storico ma amico vero, detiene il record di quattro vittorie a Sanremo, manifestazione a cui ha partecipato per 12 edizioni e di cui era comunque un habituè a prescindere, perchè quando il suo brano non era ammesso alla kermesse, si faceva promotore di ricorsi, proteste e asssemblee con i colleghi esclusi per una gestione trasparente della gara a beneficio di tutti.

E Sanremo è stato presente nella sua vita sino all'ultimo. Perchè quando morì nel 1987 Pippo Baudo fermò il festival per annunciare in diretta televisiva a milioni di spettatori la sua scomparsa. Una notizia che colpì tutti a cominciare da Gianni Morandi, vincitore con Ruggeri e Tozzi della gara, che dall'Ariston rese un omaggio sincero al suo nemico storico, nel momento della proclamazione della vittoria.

Per il Centenario di Claudio Villa, le Poste hanno deciso di emettere un francobollo in suo ricordo. Un tributo doveroso fortemente voluto dall'associazione che riunisce i suoi ammiratori con in testa Anna Biagiotti, che da sempre si batte per custodire la memoria del Reuccio della canzone italiana.

 

Ecco la trionfale interpretazione a Scala Reale di "Granada": al termine dell'esibizione anche il personale Rai presente al Delle Vittorie per la diretta televisiva, applaude convinto... 

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