di FRANCESCO TRONCARELLI
Anche questo primo gennaio c'è stato il tuffo nel Tevere come da tradizione e tutti i media hanno rilanciato la foto e il video di Mister Ok che si tuffa con tanto di presenza delle Iene.
Qualcuno ha precisato che si trattava dell'erede, nessuno ha ricordato però chi fosse l'originale, ovvero l'autentico Mister Ok, quello che per sbarcare il lunario si inventò il tuffo propiziatorio per "l'anno che verrà".
Allora vediamo. La tradizione del tuffo del primo dell'anno nel Tevere fu inaugurata nel 1946 da Rick De Sonay, un belga giunto a Roma dopo la fine della Guerra. Anni difficili per tutti, della ricostruzione e della voglia di voltare pagina. Magari anche con un tuffo spettacolare.
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| la torta dopo il tuffo |
Quello che fece il baldo Rick per la prima volta nel 46, tra due ali di folla festante e sempre più numerosa. Iniziò cosi ogni anno a lanciarsi in costume e cilindro per festeggiare in modo beneaugurante il suo compleanno, che cadeva proprio il primo di gennaio.
Un salto a volo d'angelo perfetto da vero atleta pur non avendo mai fatto sport acquatici nè esercizi preparatori particolari, solo una gara di nuoto, vinta, nella Senna a Parigi. Quel volo lo proiettava nelle acque gelide del Tevere allo sparo di mezzogiorno del cannone del Gianicolo.
Si lanciava dalla balaustra marmorea di Ponte Cavour a due passi dall'omonima piazza e nei pressi di Castel Sant'Angelo. Tutte le volte, riaffiorato incolume dall'acqua, rassicurava i presenti con il caratteristico gesto della mano che rappresentava l'ok, di lì il soprannome inventato dai cronisti dell'epoca.
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| bagnanti sul Tevere |
Il buon Rick ufficialmente era un fotografo che si guadagnava la giornata con gli scatti ai turisti nelle strade e a tavola nei locali caratteristici e che poi se ne andava al barcone del Ciriola, quello dove venne girato Poveri ma belli, a fare il bagno e giocare a carte. Come facevano molti.
Era un Roma ancora de noantri, con le osterie, l'avanspettacolo con le ballerine in carne, Fanfulla e Trottolino allo Jovinelli, le canzoni di Claudio Villa in sottofondo e i fusti come Maurizio Arena e Renato Salvatori con Lorella De Luca e Alessandra Panaro che sfoggiavano i primi bikini negli stabilimenti lungo le sponde del Biondo Tevere.
Mister Ok divenne così popolare che nel 1968 Dino Risi lo immortalò nel suo film "Straziami, ma di baci saziami" dove al suo consueto tuffo seguiva in rapida successione quello di Nino Manfredi che si voleva suicidare. Ecco la scena
E quella non fu l'unica esperienza sul set. Manfredi lo volle nel suo pluripremiato film d'esordio alla regia, il celebre "Per grazia ricevuta", dove interpretava col suo barbone il ruolo di un frate.
Poi Roma e il Tevere cambiarono. Smog, inquinamento, traffico e con la morte del genero di Totò, il produttore cinematografico Gianni Buffardi per leptospirosi contratta dopo una nuotata a fiume, il divieto di bagni al Tevere da parte del Sindaco chiuse una stagione felice della città.
Ma il mister continuava a tuffarsi nonostante il divieto, evitando denunce e multe perchè era benvoluto da tutti, pizzardoni compresi. Sino a quando si fece male entrando in acqua dopo il volo dei 18 metri dalla spalletta e venne recuperato dal battello dei vigili del fuoco che gli imposero lo stop.
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| il Mister all'Elmi a Ostia |
Gli acciacchi degli anni se li portava tutti appresso, era finito su una carrozzina. Faceva tenerezza ma non compassione perchè nonostante tutto non aveva perso quel modo di fare spigliato da giocarellone. Arrivava allo stabilimento Elmi, vedeva il mare e come per incanto si riprendeva, lasciava la carrozzina ed entrava in acqua, anche col mare mosso per nuotare.
Mister Okay è sepolto al cimitero di Ostia Antica e sulla sua tomba c'è una lapide che lo ricorda con affetto e nostalgia. L'hanno pagata i suoi eredi artistici, maestri del tuffo a volo d'angelo come lui con in testa l'ex bagnino del Kursaal Maurizio Palmulli. E il cerchio si è chiuso.




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