di FRANCESCO TRONCARELLI
Se n'è andato Tony Dallara, il Re degli urlatori, aveva 89 anni, Era il vincitore più longevo della storia del festival di Sanremo. Un artista conosciuto e apprezzato in tutto il mondo a lungo protagonista dela scena musicale italiana.
Aveva una voce particolare, subito riconoscibie, nasale e molto potente e un carisma che lo rendeva unico e molto amato dal pubblico. Fu il primo in Italia a lanciare lo stile "terzinato", su ispirazione dei motivi interpretati dei Platters, quelli di "Only You", con il brano "Come prima" inciso nel 57 e che diventò un grande successo internazionale.
Il pezzo infatti si è trasformato in un evergreen eseguito da artisti del calibro di Dean Martin, Perry Como, Cliff Richard, Connie Francis, Dalida (“Tu me donnes”) ed anche dal grande tenore italo americano Mario Lanza che insieme a Zsa Zsa Gabor girò un film musicale tratto proprio dalla canzone e che aveva il titolo della cover in inglese “For the first time”.
E fu cantato anche dai Platters, circostanza che rendeva Tony molto orgoglioso per ovvii motivi. Artista poliedrico per via della sua passione per la pittura con esposizioni delle sue opere anche in Giappone, Dallara era il leader degli urlatori, quei giovani cantanti come lui, Mina, Celentano, Betty Curtis e Joe Sentieri, che sul finire degli anni 50 irruppero nella scena musicale italiana (dominata dai melodici Tajoli, Villa, Togliani), con la loro esuberanza artistica e le loro voci a tutto volume.
La consacrazione alla sua carriera partita subito alla grande, la ebbe nel 1960 quando vinse Sanremo con "Romantica" il brano scritto da Renato Rscel che con la sua interpretazione "singhiozzante" e ritmata dette una scossa nel vero senso della parla alla nostra musica leggera.
Poi vennero altri successi come "La novia", "Bambina bambina", "Ghiaccio bollente", "Ti dirò" che aumentarono la sua popolarità al pari delle partecipazioni a Canzonissima e alle varie manifestaioni canore in voga negli anni Sessanta e Settanta.
Ultimo di cinque figli, nato a Campobasso dove era stato registrato all'anagrafe come Antonio Lardera (il vero nome) era cresciuto a Milano dove si era trsferita la famiglia. Dopo la scuola dell'obbligo inizia a lavorare, prima come barista e poi come fattorino in una casa discografica.
La sua passione per il canto lo portava ad esibirsi nei locali milanesi col gruppo dei Campioni. La notizia arrivò al direttore della Music Walter Guertler che dopo averlo ascoltato al Santa Tecla, lo promosse cantante e lo mise sotto contratto.
Incide così "Come prima" (musica di Vincenzo Di Paola e Sandro Taccani, parole di Mario Panzeri), già proposta alla commissione d'ascolto del Festival di Sanremo nel 1955, ma senza passare la selezione. Il 45 giri viene pubblicato nel dicembre del 1957 ed espolde letteralmente.
Col successo arrivano anche i musicarelli, "Sanremo, la grande sfida" di Piero Vivarelli, con Teddy Reno, Domenico Modugno, Sergio Bruni, Joe Sentieri, Gino Santercole, Adriano Celentano, Renato Rascel e Odoardo Spadaro, e "I teddy boys della canzone" di Domenico Paolella, con Delia Scala, Tiberio Murgia, Ave Ninchi, Teddy Reno e Mario Carotenuto. Con "Romantica" dopo il festival vince anche Canzonissima.
Col cambiamento dei gusti del pubblico sulla scia dell'avvento del Beat prima e dei Cantautori dopo, Dallara non riuscì più a entrare in classifica, anche la televisione e la radio, lentamente, si dimenticano di lui. Negli anni settanta, dopo un'ultima partecipazione a "Un disco per l'estate 1972" con Mister amore si ritira dal mondo della musica e si dedica alla pittura, esponendo i suoi quadri in diverse gallerie e conquistandosi l'amicizia e la stima di Renato Guttuso.
Dagli inizi degli anni ottanta Dallara decide di riprendere l'attività, per lo meno per quel che riguarda le serate e grazie anche al revival, torna, soprattutto nei mesi estivi, a riproporre i suoi cavalli di battaglia. Reincide, inoltre, i suoi vecchi successi con nuovi arrangiamenti.
L'ultima apparizione televisiva è stata due anni fa a "Domenica In", nel salotto di Mara Venier, dopo una lunga riabilitazione a seguito di un ictus. Un momento toccante, in cui l'anziano urlatore con la sua fragilità e umanità sembrava un nostro parente in difficoltà, un nonno che dopo tutto quello che aveva passato stava tornando alla normalità tra timori e voglia di vivere.
Una parentesi felice per l'ultimo applauso dopo una vita in musica. Addio Tony, sei stato un grandissimo.



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